Come organizzare una pesca di beneficenza

Mi è capitato di organizzare più volte una pesca di beneficenza e le modalità sono diverse, anche relative al materiale che si ha a disposizione. L’anno scorso l’ho organizzata con un gruppo di mamme che avevano pensato di trasformare il tempo libero con i propri bimbi in laboratori artistici. Abbiamo realizzato, ognuna secondo i propri tempi e le proprie possibilità di destinare un po’ del tempo che passavamo con i nostri bambini a realizzare degli oggetti che, sul momento ci avrebbero permesso di proporre ai nostri piccoli un’attività creativa interessante, ma che poi ci avrebbe permesso di avere una serie di oggetti da proporre per raccogliere fondi da destinare in beneficienza.
Alla fine dell’anno, era a ridosso del Natale, ci siamo ritrovate con oggettini a tema natalizio – palline per l’albero di Natale, portacandele, centrotavola, candele e saponi – oltre che con piccoli oggetti di altro genere che ognuna aveva realizzato con la tecnica che preferiva. Alcune mamme hanno usato il legno, altre il pannolenci, altre ancora si sono affidate all’estro dei bambini realizzando personaggi con la pasta di sale. Ebbene, abbiamo raccolto tutti questi oggettini e ad ognuno di loro abbiamo abbinato un numero. Ogni numero è stato scritto su piccoli foglietti di carta che sono stati poi infilati dentro ad anellini di pasta che abbiamo riposto all’interno di un contenitore di vetro trasparente. Abbiamo stabilito una cifra standard per acquistare un biglietto (se non ricordo male era di 2.50 euro) e chi voleva dare una mano e contribuire alla raccolta dei fondi non doveva fare altro che acquistare un biglietto, infilare la mano all’interno del contenitore di vetro ed affidarsi al caso: una volta aperto il biglietto si sarebbe saputo a quale oggetto corrispondeva il numero estratto. Devo dire che è stato un successo su più fronti: sia perché si sono raccolti fondi da destinare ai bambini poveri di una missione nei paesi del terzo mondo sia perché per dare vita agli oggettini in palio abbiamo lavorato con i nostri figli ed ognuno ha dato il contributo che ha potuto. Ogni mamma si è organizzata diversamente per cui non so dire quale sia stato il costo complessivo: va detto che nessuna ha chiesto un rimborso per coprire i costi dei materiali usati per realizzare i vari oggetti per cui le mamme, oltre a preparare manualmente i vari oggettini, hanno già in partenza dato un buon contributo alla causa. Ne parlavamo da tempo e alla fine è stata una bellissima esperienza. Ci vuole un minimo di organizzazione – abbiamo dovuto cercare un luogo adatto per la pesca, offerto dal nostro parroco nei locali adiacenti alla chiesa – ci vuole la disponibilità di mamme che potessero anche dare una mano nei giorni di apertura della pesca (era il periodo di Natale per cui abbiamo avuto dei giorni con alta affluenza di famiglie) e poi il fatto che fossero stati i bambini a lavorare con le mamme ha chiamato a raccolta nonni, amici e parenti. E’ stata un’esperienza positiva.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>