Manutenzione di base degli impianti di riscaldamento

Circa metà dell’energia che l’Italia utilizza viene consumato dalle abitazioni domestiche e la gran parte di questo viene consumato per il riscaldamento degli ambiente: bastano pochi dati per capire come il controllo della caldaia domestica sia non solo un argomento fondamentale per il budget domestico ma anche una questione rilevante per il bilancio nazionale. Inoltre una corretta manutenzione contribuisce a ridurre l’inquinamento atmosferico e garantisce gli standard di sicurezza domestici.
L’argomento va introdotto a partire dalla normativa di settore, in particolare quella per gli impianti a combustibile, quindi gas metano, GPL, olio combustibile, eccetera,. il piccolo impianto di riscaldamento a combustibile (di potenza inferiore ai 35 kW, le caldaie sopra questa soglia, ad esempio le caldaie condominiali, hanno degli obblighi più pesanti) è soggetto alla manutenzione annuale e al controllo biennale dei fumi: quest’ultima analisi serve a verificare il rendimento termico dell’apparecchiatura e quindi garantisce l’economicità del funzionamento: se il rendimento fosse inferiore al minimo prescritto e non fosse possibile riportarlo a norma con interventi manutentivi la legge impone la sostituzione entro 300 giorni.
Sia la manutenzione annuale che il controllo fumi biennale possono essere effettuati soli da ditte in possesso del Certificato di Abilitazione che viene rilasciato dalla Camera di Commercio: verificate che chi effettua la manutenzione ne sia in possesso. Va ricordato che tutti gli interventi devono essere registrati sul libretto d’impianto, che deve essere conservato presso l’unità abitativa.
I tipici interventi manutentivi sono la verifica della tenuta dell’impianto gas, il controllo sui dispositivi di sicurezza, il controllo della regolarità di accensione e funzionamento, la pulizia del bruciatore e degli scambiatori. Se la pulizia del bruciatore è relativamente semplice e richiede di solito la sola aspirazione del polverino che si accumula, ben più complessa può essere la pulizia degli scambiatori, che potrebbe richiedere anche un lavaggio chimico per rimuovere il calcare accumulato. In generale è bene concordare preventivamente il prezzo dell’intervento, ricordando però che eventuali sostituzione di parti usurate o rotte non possono rientrare nell’importo.
Va ricordato infine che la legge individua nel proprietario dell’abitazione il cosiddetto “terzo responsabile” al quale riconduce gli obblighi di manutenzione già ricordati ma anche il rispetto degli orari di accensione dell’impianto: l’Italia è infatti divisa in “zone climatiche” a seconda della rigidità del clima invernale e il periodo e gli orari di accensione durante il giorno sono definiti per legge. Informatevi sulla zona climatica alla quale appartiene il vostro comune: le provincie e i comuni sopra i 40.000 sono abilitati ad effettuare controlli a carico dei proprietari sul funzionamento degli impianti e sugli orari di accensione: le infrazioni sono sanzionate con multe salate.

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