Malattie della colecisti

La colecisti, nota anche col nome di cistifellea, è un piccolo organo che immagazzina la bile prodotta dal fegato contribuendo al processo digestivo.

La colecisti è soggetta a numerose patologie e la più diffusa è la colecistite, un’infiammazione causata nella maggioranza dei casi dalla presenza di calcoli biliar, sedimenti di forma e dimensioni differente composti da una parte organica interna e da un rivestimento cristallino esterno.

Attraverso un esame radiologico, la colecistografia, che viene effettuato introducendo un liquido di contrasto è possibile visualizzare la presenza di eventuali calcoli biliari.
A volte è necessaria la coledocografia retrograda inserendo un endoscopio attraverso la bocca fino alla papilla di Vater ed introducendo del liquido radiopaco che li evidenzia.

Quando il paziente ha solo un calcolo di grandi dimensioni spesso non avverte sintomi o sono lieve entità come un senso di peso sullo stomaco, nausea, cattiva digestione.
Se i calcoli sono molti e piccoli vengono espulsi attraverso il dotto cistico provocando le coliche biliari.
Quando il calcolo impedisce il corretto deflusso della bile si può avvertire un dolore molto intenso nell’addome, avere la febbre e rischiare la perforazione della cistifellea.
I calcoli si formano soprattutto nelle donne, ben il 25% dei esse prima dei sessant’anni ne è affetta.
Possono essere necessari un intervento chirurgico per rimuovere la colescisti o la litotripsia, che con gli ultrasuoni riesce a frantumarli, ma possono bastare cure a base di acido chenodesossicolico e ursodesossicolico che sciolgono la parte organica del calcolo.

La colecisti può aver anche problemi funzionali che le impediscono di immagazzinare la bile oppure di secernerla a causa di spasmi del coledoco, il condotto che la porta all’intestino. In questi casi il paziente avverte bruciori allo stomaco ed all’esofago e non riesce a digerire alcuni cibi.
Questi disturbo possono essere curati con farmaci e seguendo una dieta particolare.

Malattia molto più grave è il colangiocarcinoma della colecisti che provoca un aumento dello spessore dell’organo causando disturbi simili a quelli dell’infiammazione.

Non è dimostrato che ci sia una correlazione tra la formazioni di calcoli e lo sviluppo del tumore ma la formazione di una displasia può diventare tumorale. Questi adenocarcinomi possono poi estendersi al fegato, al duodeno ed al colon nonché ai tessuti linfatici ed infine al sangue.
I tumori, anche in assenza di ittero, si possono diagnosticare osservando i valori di fosfatasi alcalina e gamma-GT e dei marcatori tumorali CEA e Ca 19-9. Con l’ecografia si possono poi osservare le pareti della colecisti oppure la colangiografia che permette di vedere l’anatomia del paziente.

In famiglia ho alcune persone che hanno subito la colecistectomia perché i calcoli, dalla prima diagnosi avvenuta un decennio prima, si erano accresciuti tanto da impedirne il corretto funzionamento. Dopo l’asportazione dell’organo è necessario seguire una dieta povera di grassi evitando fritti ed alcuni tipi di cibi ma si può vivere bene. Quando però si sgarra nell’alimentazione o si mangia troppo si avverte dolore, oppressione all’addome, mal di testa perché la digestione risulta più difficile.

Quando si avvertono dei dolori all’addome o difficoltà nella digestione è sempre consigliabile fare anali e visite specialistiche per diagnosticare per tempo infiammazioni o calcoli che possono causare malattie molto più serie.

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