Malattia di Buerger e morbo di Raynaud un confronto tra disturbi vascolari

La malattia di Buerger, o tromboangioite obliterante, è una forma di vasculite che riguarda le vene, i nervi e le piccole e medie arterie. Si tratta di una patologia che coinvolge principalmente i maschi fumatori adulti (in media attorno ai trentacinque anni). L’incidenza nelle donne, benché negli ultimi anni sia costantemente in crescita, si attesta, per ora, intorno al 5%. La malattia è diffusa soprattutto in Asia, specialmente nel Medio Oriente; meno in Europa e negli Stati Uniti. Per quanto riguarda le cause precise, esse sono ancora sconosciute, pur essendo unanimemente riconosciuta una correlazione con il fumo. I sintomi della patologia consistono in ulcere, piccole lesioni alle mani, ischemia arteriosa, gangrena, riduzione della sensibilità del tatto e della sensibilità termica. Inoltre, può presentarsi il fenomeno di Raynaud.
Per individuare la patologia si eseguono esami quali l’angiografia, la biopsia, l’ecocardiografia e il test per gli anticorpi antifosfolipidi.
La terapia consiste nella cessazione del fumo, a cui deve seguire il trattamento dei diversi sintomi. In generale, se non si verifica una riduzione del consumo di sigarette, si può anche andare incontro ad amputazioni. Frequente è la somministrazione di analgesici, antiaggreganti e vasodilatatori, può anche essere necessario impiantare un bypass. Difficile definire una prognosi, che dipende in maniera prevalente dall’abilità del paziente di smettere di fumare.
La malattia di Raynaud, invece, rappresenta una patologia più difficile da inquadrare. Essa coinvolge le dita dei piedi e delle mani (anche se per quanto riguarda i piedi, nei pazienti che hanno superato i sedici anni il fenomeno è più sfumato) e più raramente le orecchie e il naso. Il fenomeno rappresenta una risposta esagerata al freddo, risposta che viene data dal sistema che regola la costrizione dei vasi delle dita. Si tratta di un’ipersensibilità che fa sì che i pazienti soffrano il contatto con il freddo. Dapprima l’ischemia rende le dita bianche, con senso di intorpidimento, poi la cianosi le rende bluastre e infine l’eritema le rende rosse. La cianosi e l’eritema possono essere fasi molto sfumate, con la prima che in genere dura più della seconda. Viceversa, l’ischemia dura più a lungo, e smette solo quando lo stimolo freddo viene sospeso. La fase ischemica è dovuta all’arresto della circolazione sanguigna; viceversa, quella cianotica è dovuta al ripristino della circolazione del sangue.
La malattia di Raynaud compare al contatto con il freddo, e scompare progressivamente con il caldo. Essa è localizzata alle dita, ed è sempre bilaterale. In assenza di uno solo di questi segnali, non si può parlare di fenomeno di Raynaud.
Ecco perché da questa patologia devono essere esclusi i fenomeni che riguardano solo una faccia del dito, quelli con chiazze e quelli che superano la radice del dito, arrivando al dorso o al palmo della mano. Per i pazienti ipersensibili, il fenomeno di Raynaud può essere scatenato anche solo da un colpo di vento.
Non è detto che sia il dito a recepire lo stimolo scatenante: esso, infatti, può arrivare a ogni recettore del corpo. Da qui discende l’esigenza per i soggetti colpiti di coprirsi bene ogni parte del corpo per evitare colpi di freddo.

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