Come leggere le etichette alimentari

Le etichette alimentari sono il mezzo che viene utilizzato dalla moderna distribuzione non solo per riportare le informazioni obbligatorie, ma anche quelle facoltative andando a costituire in molti casi un efficace strumento di marketing in grado di presentare meglio una confezione rendendola più attraente agli occhi del consumatore.
Spesso infatti le informazioni aggiuntive contenute nelle etichette sono utili per una scelta consapevole, ma se l’etichetta “mente” vantando di contenere ad esempio ingredienti naturali mentre nel prodotto ci sono solo aromi chimici, potrebbe ingannare il consumatore; è bene quindi saper leggere le etichette e non semplicemente acquistare un prodotto facendosi suggestionare dalla confezione.

La carne è uno di quei prodotti la cui etichetta viene letta di meno, soprattutto quando la si compra al banco. Ma come si legge l’etichetta della carne?
Vediamo gli elementi presenti nell’etichetta e come bisogna leggerli correttamente:

Nome: Nella maggior parte dei casi è indicato il nome del taglio (scamone, noce, ecc.). Talvolta però si trovano denominazioni generiche tipo fettine, polpa ecc.

Denominazione: E’ obbligatoria per legge, deve essere specificato se si tratta di carne di vitello (fino a 8 mesi), vitellone (da 8 a 12 mesi) o bovino adulto (oltre 12 mesi).

Uso: Suggerire la modalità di cottura è un’informazione facoltativa, ma utile al consumatore.

Rintracciabilità: E’ obbligatoria, deve contenere il codice di rintracciabilità, il paese di nascita, l’allevamento, la macellazione e il selezionamento.

Categoria: Facoltativa,come l’alimentazione, tuttavia per inserire questa informazione è necessaria un’autorizzazione ministeriale e il numero deve essere indicato nell’etichetta.

Confezionamento: La data di scadenza e di confezionamento non sono obbligatorie, tuttavia i produttori più seri le riportano sempre.

Ma se la lettura dell’etichetta della carne è semplice, non altrettanto si può dire per altri prodotti alimentari.

Se esaminiamo l’etichetta di alcuni dei prodotti alimentari più diffusi come i succhi di frutta e in particolare quelli all’arancia, notiamo che dal punto di vista delle informazioni obbligatorie per legge non si riscontra nessuna anomalia, tuttavia alcuni prodotti contengono informazioni utili al consumatore davvero risicate.
Santal per esempio vende due prodotti il “100% Arancia” e il Santal “Arance Rosse”, ma se leggiamo attentamente l’etichetta vediamo che il primo prodotto contiene effettivamente il 100% di succo d’arancia, mentre il secondo, quello alle arance rosse, solo il 20%, eppure è facile confondere il consumatore perchè le confezioni sono del tutto simili.
Nella categorie spremute d’arancia” un prodotto consigliato è “Almaverde Bio Spremuta di arance rosse” venduto mediamente a euro 2,20 a confezione: non solo contiene il 100% di arance, ma anche l’etichetta oltre fornire tutte le informazioni obbligatorie quali la denominazione di vendita, l’elenco degli ingredienti, il peso netto, l’indirizzo del produttore, la scadenza, contiene altre informazioni utili al consumatore come i valori nutrizionali, le indicazioni sulla conservazione del prodotto. L’etichetta è chiara ed è facilmente leggibile.

PREZZO: Indicato

SVANTAGGI: Non sempre riportare le informazioni obbligatorie, significa avere un’etichetta facile da leggere.

VANTAGGI: Una corretta lettura delle etichette alimentari permette di fare una scelta consapevole.

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