Come lavorare l’argilla

Come si lavora un pezzo di argilla? Questo materiale si presenta di solito a parallelepipedo, dal peso di circa 25 chili. L’argilla si trova di diverse qualità, ma quella migliore è in un colore grigio intenso, ed è piuttosto scivolosa quando la tocchiamo. Il panetto va tagliato con un comune filo di nylon (in crine, tipo quello da pesca) dallo spessore non troppo sottile, ma possiamo anche utilizzare un filo di ferro cotto. In entrambi i casi è importante che i due fili abbiano alle estremità dei pezzi piccoli di legno che possano essere utilizzati come manici. Tenendo il filo all’estremità con una mano e il capo opposto con l’altra, lo si poggia sull’argilla, spingendolo verso il basso, fino anche non si arriva a tagliare completamente il panetto. La parte non utilizzata nello stesso giorno va richiusa all’interno di una bustina di plastica.
Chi conosce bene l’argilla, sa che questo panetto può essere sottoposto a diverse lavorazioni. Le più comuni sono quella detta “a Colombino”, quella “a pressione”, e quella “a sfoglia”. Qualunque di esse si decida di utilizzare, la creazione ottenuta dovrà comunque essere cotta.
Il primo tipo di lavorazione, forse tra i più antichi, prevede la preparazione di tanti bastoncini di argilla. Una volta stabilita una base, sul suo bordo va sistemata della barbotina che funga da collante. Questa “colla” si prepara diluendo nell’acqua l’argilla, e servirà per incollare i diversi strati che si intendono sovrapporre, fino a lavoro ultimato. Il prodotto creato non sarà uniforme, perché formato da bastoncini lavorati e sovrapposti: si potrà decidere a quel punto di lisciarlo oppure lasciarlo così, procedendo poi alla cottura.
Nella lavorazione a pressione, il panetto ricavato dal primo taglio va lavorato per intero, semplicemente premendolo con le dita e con i palmi o le nocche. Lavorandolo, si forma un vaso, un piatto, un bicchiere della forma desiderata, ponendo attenzione a che i bordi siano abbastanza doppi, per evitare la rottura quando l’argilla viene cotta.
Il terzo tipo di lavorazione, come indica il nome, viene eseguito preparando dal panetto delle sfoglie che vengono stese con il mattarello. Le stesse vanno sovrapposte secondo lo schema e la grandezza desiderata, e il tipo di lavorazione che viene fuori è molto simile a quello di una pasta sfoglia alimentare. In questo caso di diversi strati saranno congiunti sempre con un po’ di barbotina.
Una volta preparato il nostro lavoro, va messo ad essiccare in un luogo asciutto, per una giornata. Vedremo che il colore dell’argilla passa da quello tipico dell’argilla bagnata a quello asciutto grigio più chiaro; così sarà pronta per la cottura. L’impasto così preparato viene definito “biscotto” e potrà essere sottoposto ai procedimenti tipici della produzione di vasellame e statue, che rispecchino il nostro gusto.
La cottura può variare molto nella preparazione della terracotta, soprattutto in base al pezzo che si sia scelto di preparare e a come lo si voglia rivestire in seguito. La lavorazione avrà un colore diverso, a seconda del grado e della durata della cottura.

lavorazione argilla

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