Come lavorare come conciliatore professionista

Il conciliatore professionista lavora per dirimere un contenzioso tra le parti, con imparzialità rispetto agli interessi in conflitto e soprattutto senza ricorrere alle vie giudiziarie. Può svolgere le sue funzioni in maniera individuale o con l’ausilio di altri conciliatori. Ecco come divenirlo:

 

 

Istruzioni

  1. Secondo il D.M. 180/2010 per svolgere questa professione bisogna possedere determinati requisiti: a) Diploma di laurea triennale (primo livello) in qualsiasi disciplina o, in alternativa, essere iscritti ad un ordine o collegio professionale. Per chi possiede un titolo di laurea in ambito diverso da quello giuridico ed economico o per chi proviene da esperienze professionali estranee al contesto giuridico-economico, è consigliata la frequenza di un pre-corso di approfondimento di diritto per acquisire le competenze di base; b) Essere in possesso di uno specifico programma di aggiornamento almeno di durata biennale. c) Alcuni requisiti legati alla condotta personale, quindi non aver riportato condanne definitive per delitti non colposi, non essere interdetto a vita dai pubblici uffici e non aver riportato sanzioni disciplinari. d) Per conciliatori in materie internazionali è necessario possedere la documentazione che attesti la conoscenza delle competenze linguistiche.

  2. Inoltre l'aspirante conciliatore deve possedere anche alcune qualità caratteriali: doti comunicative efficaci, capacità di relazionarsi con le parti, imparzialità e riservatezza.

  3. Verificati i requisiti suddetti, è necessario frequentare un corso formativo di 50 ore totali presso enti di formazione accreditati. I corsi sono a pagamento e prevedono la frequenza obbligatoria e il superamento di un esame finale per conseguire il titolo. Sul sito internet del Ministero della Giustizia è possibile visionare l'elenco con tutti gli enti accreditati in cui poter svolgere il corso.

  4. Diffidate da enti di formazione che promettono l'iscrizione a organismi di conciliazione presso Organizzazioni di cui non fanno parte e che non hanno formatori di comprovata esperienza insieme alla presenza di un responsabile scientifico. Senza queste garanzie si corre il rischio di non veder riconosciuto il proprio titolo.

  5. Una volta conseguito il titolo, per esercitare la professione di conciliatore professionista bisogna preliminarmente iscriversi all’ albo di un ente di conciliazione, in modo da essere designato per risolvere controversie mediante il processo di mediazione.

  6. Gli organismi di conciliazione vengono costituiti soprattutto da Banche, Camere di Commercio, Associazioni di consumatori e Sindacati, studi professionali, holding, imprese internazionali e di telecomunicazioni.

  7. Per l’iscrizione bisogna consegnare l’attestato che certifichi il conseguimento del titolo, il curriculum vitae e una quota per l'iscrizione. Si potrà incominciare ad esercitare solo dopo aver ricevuto l’accettazione. Se si esercita il lavoro in maniera continuativa è richiesta l’apertura della partita IVA, mentre se la prestazione è occasionale o subordinata non è necessaria.

conciliatore

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