Come lasciare il lavoro sbagliato

A molti sarà capitato, prima o poi, di pensare di aver scelto il lavoro sbagliato e che la propria vita abbia preso una piega sbagliata o in ogni caso diversa da quella che ci si aspettava. I motivi possono essere i più svariati: uno stipendio insufficiente, un cattivo rapporto con il capo o i colleghi, una sensazione di intolleranza verso le responsabilità che il lavoro impone. In questi casi, è necessario riflettere profondamente perché rinunciare ad un impiego è sempre un rischio, soprattutto al giorno d’oggi: con la situazione di persistente crisi, infatti, potrebbe essere molto complesso riuscire a trovare un nuovo lavoro alle stesse condizioni di quello vecchio, e il rischio di rimanere completamente disoccupati non è un’eventualità così remota. Nel caso in cui i problemi siano di natura economica o relativi ai rapporti personali, potreste provare innanzitutto a parlare con il capo e i colleghi, per cercare una soluzione e fare in modo che tutti si vengano incontro a vicenda.
Se però, anche in seguito alle più accurate riflessioni e a sinceri tentativi di mediazione, la conclusione fosse sempre quella che il vostro lavoro non fa per voi, non vi rimane altra scelta che cambiarlo. Una buona strategia sarebbe quella di iniziare a guardarsi intorno prima di abbandonare il vecchio lavoro, allo scopo di valutare se ci sono delle possibilità. Tentate di capire fin da subito quali sono le vostre aspettative e se il lavoro che avete adocchiato è in grado di soddisfarle del tutto. Valutate attentamente anche gli aspetti economici e logistici e se sarete veramente convinti abbandonate la mansione che non vi piace e gettatevi nella nuova avventura. Nel dare le dimissioni, rispettate i corretti tempi di preavviso (nel caso in cui non conosciate bene l’iter e le tempistiche, rivolgetevi ad un rappresentante sindacale che possa guidarvi nella procedura). Siate sinceri anche con il vostro datore di lavoro: non inventatevi false scuse per giustificare la vostra scelta e parlate con piena franchezza, senza mai omettere comunque il dovuto rispetto. Anche con i colleghi cercate di mantenere dei buoni rapporti: siate sinceri anche con loro ed evitate di andarvene “sbattendo la porta”. Vi potrebbe infatti capitare, nel corso della vostra futura vita lavorativa, di dover ancora avere a che fare con dei vostri ex colleghi o con l’azienda o l’ente presso con lavoravate in precedenza: la cosa sarà estremamente più facile se avrete mantenuto dei rapporti distesi e cordiali, mentre un’eventuale uscita di scena melodrammatica potrebbe in futuro essere causa di tensioni o imbarazzo.
Ricominciare con un nuovo lavoro significa essere pronti al sacrificio, a rivivere la fase della “gavetta”, ad accettare uno stipendio più basso e ad entrare a far parte di un mondo nuovo: è dunque consigliabile farlo solo se si è veramente motivati a cambiare e si ha l’entusiasmo necessario per affrontare in maniera costruttiva la nuova condizione.

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