La storia degli schiavi africani

La triste storia della schiavitù ha origine con l’origine dei tempi…. Della schiavitù degli africani incominciamo a trovare tracce nel sedicesimo secolo, infatti fu in quel periodo storico che le grandi potenze europee incominciarono a spostarsi verso l’america per sfruttare le enormi potenzialità di questa nuova terra, impiantando nuove e paste piantagioni e sfruttando le miniere, chiaramente un così vasto progetto richiedeva molta manodopera, quindi gli europei inizialmente tentarono di impiegare i nativi, gli indigeni, ma questa soluzione si rivelò inefficace, poichè gli indigeni non erano fisicamente adatti a sopportare quel tipo di fatica e poi perchè furono vittime innocenti di tutti i virus e le malattie, a loro sconosciute, portate dagli europei. Quindi il problema restava. Proprio in quel periodo i generali europei che combattevano per i loro paesi presso le coste africane, incominciarono a fare prigionieri un gran quantità di negri, rendendosi conto che la loro struttura fisica e la loro forza e resistenza li rendeva molto adatti ad essere impiegati per i lavori più umili e più pesanti. Fu così che l’oceano atlantico divenne un vero e proprio corridoio commerciale per la tratta degli schiavi, che oramai erano diventati merce preziosa da vendere o barattare creando così un nuovo tipo di commercio, una pratica barbara ma vera, che creò concorrenza e inimicizia fra i popoli europei per il dominio del trasporto degli schiavi, che comunque per circa 200 anni restò monopolio del Portogallo. Ma ancora più sconcertante è il modo in cui il tutto avveniva, dalla cattura alla consegna. Essi venivano, catturati o rapiti, addirittura ceduti dai capi dei villaggi,in cambio di merci, nella parte interna dell’Africa, poi costretti a camminare per intere settimane legati e carichi di merce come muli da soma, fino alla costa, lì poi venivano chiusi in baracche piccole e fatiscenti per periodi indefiniti in attesa dell’arrivo della nave che li avrebbe portati a destinazione. Una volta caricati sulle navi, sempre in schiavitù, legati, picchiati e malnutriti incominciava la traversata che poteva durare fino a 6 mesi, questo periodo di tempo dipendeva da diversi fattori,il principale era legato alle condizioni del tempo, durante la traversata in parecchi morivano causa malattie, cattive condizioni igieniche,tentativi di fuga puniti con la morte e malnutrizione, la maggior parte delle vittime erano le donne e i bambini, le donne erano costrette a subire continuamente la violenza fisica da parte dell’equipaggio, il cibo era scarso e scadente ,l’acqua pochissima, chiaramente i più deboli cedevano in poco tempo, e quelli che riuscivano ad approdare erano quasi sempre affetti da qualche malattia.
Solo all’inizio del diciannovesimo secolo la “civiltà” decise di combattere questa pratica e con il nome di “abolizionismo” venne avviata una vera e propria campagna contro la schiavitù, che finalmente alla fine dello stesso secolo fu ufficialmente abolita.

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