L’alcolismo: come uscirne….

Le bevande alcooliche non vengono assunte solo per il loro gusto piacevole, ma anche perché l’alcool, ai giorni d’oggi, è una vera e propriadroga, pur socialmente accettata in gran parte delle culture, che continua a fare numerose vittime soprattutto tra i più giovani .Non a caso è considerata una delle nuove piaghe del nuovo millennio, tra le più difficili da curare. Non è uno stimolatore come ritiene molta gente , ma provoca invece una grande depressione selettiva del sistema nervoso centrale . All’inizio deprime i centri frontali del cervello ed in seguito progredisce lentamente verso il cervelletto. L’ effetto di piccole dosi di alcool è quello di deprimerei centri inibitori del cervello dando un senso di rilassatezza ed una generale assenza di inibizione. Dosi maggiori inducono sedazione e comportano problemi alla parola e alla coordinazione muscolare. Dosi eccessive producono una grave depressione dei centri vitali del sistema nervoso centrale e possono essere fatali . Purtroppo l’ingestione cronica di quantità abbastanza rilevanti di alcool può avere effetti molto dannosi sui tessuti corporei , in particolare sul fegato . La cirrosi è responsabile del decesso di molti forti bevitori. L’alcolismo è dunque la condizione di assuefazione all’alcool . Chi ne è affetto ha molte probabilità di contrarre i sintomi che abbiamo sopra descritto. L’alcool non provoca assuefazione come l’eroina , la morfina o la nicotina, ma molte ricerche hanno attestato che l’assuefazione è possibile con un consumo prolungato e costante . Chi consuma regolarmente numerose quantità di alcolici ha forti probabilità che il suo organismo diventi dipendente. Diventano quindi sempre più necessarie dosi maggiori per evitare la comparsa della sindrome di astinenza . Anche se l’infelicità e la povertà sono a volte determinanti nel condurre all’alcolismo, è dimostrato che molto spesso è proprio la gente comune e soprattutto i ragazzi ad intraprendere questa strada . La cura dell’ alcolismo è difficile ed è spesso costellata da numerosi insuccessi . Per prima cosa l’alcolista deve rendersi conto della sua condizione . In seguito uno degli aspetti più importanti è il supporto amorevole della famiglia , degli amici e di un medico specialista . E’ probabile il consiglio anche di un psicologo esperto in queste condizioni .Quest’ultimo potrà servirsi dell’analisi o anche prescrivere farmaci “antialcool” come il disulfiram, che produce spiacevoli reazioni in caso di assunzione di alcolici durante la cura,quali nausea e vomito . Altri metodi consistono nell’ associare nella mente del paziente la vista e anche l’odore dell’alcool con sensazioni sgradevoli . In questo campo ha un ruolo fondamentale l’Associazione Alcolisti Anonimi, che,con la sua azione di supporto a coloro che vogliono uscire dalla schiavitù dell’alcool , ha salvato migliaia di vite. Uscirne del tutto non è possibile se manca poi l’aspetto più importante, che si trova alla base della cura , ovvero la forza di volontà ; è questo l’ingrediente essenziale che può davvero fare uscire l’alcolista da quel tunnel buio ed oscuro nel quale è caduto.

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