Ipercolesterolemia nei bambini

L’ipercolesterolemia rappresenta un fattore di rischio di malattia modificabile molto importante, che può essere identificato già nel corso dell’infanzia. In effetti, nel caso in cui si riscontrino livelli alti di colesterolo in età pediatrica, è molto elevata la probabilità di Coronaric Artery Disease, vale a dire di cardiovasculopatia arteriosclerotica, da adulti. Le ricerche scientifiche che sono state condotte su soggetti adulti hanno evidenziato come il rischio di patologia cardiaca coronarica sia strettamente connesso alla concentrazione di colesterolo totale. Una riduzione solo dell’8% del colesterolo totale conduce a una diminuzione del 19% della Cad. Escludendo le forme più gravi di dislipidemia, di origine genetica, in età pediatrica non sussistono riscontri diretti che un intervento finalizzato alla diminuzione precoce del valore di colesterolemia abbia una qualche conseguenza sulla diminuzione dell’incidenza dell’aterosclerosi da adulti. In ogni caso, poiché l’identificazione precoce degli individui con alti livelli di colesterolo potrebbe diminuire il rischio di aterosclerosi, l’American Academy of Pediatrics e il National Cholesterol Education Program hanno reso note diverse raccomandazioni riguardanti lo screening per le dislipidemie e per l’ipercolesterolemia nei bambini. L’individuazione dell’assetto lipidico, vale a dire la prima indagine sul livello di colesterolo, non dovrebbe essere effettuata prima dei ventiquattro mesi di vita, a causa della notevole variabilità tra i soggetti e per l’impossibilità, in ogni caso, di mettere in pratica qualsiasi intervento. Essa, comunque, deve essere eseguita dopo dodici ore di digiuno e prima dello sviluppo puberale, visto che gli ormoni sessuali vanno a portare cambiamenti nell’assetto lipidico. L’indagine deve essere condotta attraverso la determinazione di colesterolo Hdl, vale a dire lipoproteine ad alta densità, colesterolemia totale, trigliceridemia, colesterolo Ldl, vale a dire lipoproteine a bassa densità. Prima di dare il via a qualsiasi intervento, a ogni modo, sarebbe bene ripetere l’esame, e effettuare una media tra i due risultati per avere dati certi. Una volta identificata la presenza di ipercolesterolemia nel bambino, è necessario stabilire un regime alimentare adeguato in moda da ridurla. In particolare, la dieta deve essere composta da proteine che rappresentino il 13% delle calorie totali, con un rapporto tra proteine vegetali e proteine animali di uno a uno; da carboidrati che rappresentino il 60& delle calorie totali, con un rapporto tra carboidrati semplice e carboidrati complessi di uno a tre; da lipidi che rappresentino più del 25% delle calorie totali, ma meno del 30, con una indicativa suddivisione in acidi grassi saturi per il 10%, acidi grassi polinsaturi per il 5% e acidi grassi monoinsaturi per non più del 15%. Il colesterolo deve essere inferiore ai cento milligrammi per mille calorie. Le calorie giornaliere devono essere suddivise in maniera proporzionata tra i pasti: 20% per colazione e spuntino, 40% a pranzo, 10% a merenda e 30% a cena. E’ importante intervenire in maniera immediata ma non brusca specialmente in quei bambini che presentino altri casi di ipercolesterolemia nella propria storia familiare.

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