Ipercheratosi: quali sono le cause

L'ipercheratosi è un fenomeno legato alla pelle. Una parte dell'epidermide (cioé lo strato più esterno, quello che viene dopo derma e ipoderma) è soggetta ad un accumulo di cellule epiteliali: in altre parole si inspessisce, aumenta di volume.

Le cellule che compongono l'epidermide si chiamano cheratinociti; una volta formatisi nello strato basale (all'incrocio con il derma) essi cominciano a muoversi verso la superficie. Quando ci arrivano, sono ormai privi di nocciolo e saturi di cheratina, pronti a staccarsi per desquamazione grazie alla naturale azione degli agenti esterni; l'intero ciclo dura 40 giorni.
Se lo spessore della nostra pelle resta pressoché identico, è perché la produzione delle cellule epiteliali e la loro eliminazione è correlata: per una che viene, ce n'è una che va.
Quando la cute s'infiamma, a seguito di una malattia della pelle o di sollecitazioni esterne (lo sfregamento, ad esempio), l'equilibrio viene alterato e lo strato basale genera cheratinociti più velocemente. Le cellule morte si accumulano più rapidamente di quanto vengano rimosse, e si compattano per formare un bel blocco solido che prende il nome di ipercheratosi.
Di norma l'ipercheratosi si rimuove sgretolando fisicamente l'accumulo cheratinoso, che è spesso soltanto la conseguenza di una patologia da combattere immediatamente.

La forma più comune è sicuramente il callo.
Il callo è un ingrossamento della cute dovuto ad una continua frizione o ad un incremento a lungo termine della pressione su una determinata area del corpo. Le zone più colpite sono il palmo delle mani e la pianta dei piedi (dove il callo è solitamente frutto di una postura incorretta, e va tradizionalmente rimosso con bagni di acqua tiepida e bicarbonato di sodio seguiti da vigorose strofinate di pietra pomice).
Questo tipo di ipercheratosi è detta biomeccanica, in quanto non ha natura patologica. Tuttavia l'aumento di materiale cheratinoso può anche essere il frutto di un'infezione virale; l'esempio più comune è il virus del papilloma, che causa dolorose verruche.

Un'altra forma di ipercheratosi è l'eczema: è un'infiammazione non contagiosa della pelle che causa intenso prurito. I sintomi sono la comparsa di macchioline rosse, foruncoli infiammati o placche umide. Sebbene sia pruriginoso, è importante ricordare che grattarsi tende a peggiorare le cose.
La nascita di un eczema è riconducibile al contatto con agenti irritanti - i soggetti più esposti sono infatti quelli che lavorano a contatto con prodotti chimici - o può essere la manifestazione di un'allergia alimentare. L'eczema è duro a morire: per combatterlo è necessario consultare un medico e cessare subito ogni contatto con la sostanza che lo causa.

Esistono anche patologie più complesse capaci di causare ipercheratosi; il lichen planus, ad esempio, è una malattia mucocutanea che ad oggi colpisce circa l'1% della popolazione. È causata da un'alterazione immunitaria che finisce per danneggiare i cheratinociti epiteliali (le cellule della pelle).
La forma più particolare è l'ipercheratosi epidermolitica, un'ittiosi (cioè una disfunzione cutanea dovuta a cause genetiche) rara ma piuttosto grave.

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