Come insegnare al bambino il valore dei soldi

Il valore dei soldi è un concetto molto importante da far assimilare ad un bambino: non si tratta infatti una nozione tecnica, di un qualcosa da imparare meccanicamente, ma si tratta invece di acquisire un vero e proprio modo di agire e di pensare.
In una società consumistica come la nostra, i bambini sono quasi sempre molto viziati, consapevoli che con pochi capricci i genitori apriranno il proprio portafogli e sborseranno quanto necessario per sedare battibecchi e richieste assillanti. Peccato che questo sia davvero il modo meno adatto per poter insegnare il valore dei soldi ai propri figli: concedere sempre tutto è solo il passo che farà capire ai vostri figli che si può pretendere qualunque cosa e, soprattutto quando saranno più grandi e le spese quindi aumenteranno, si sentiranno praticamente in diritto di chiedere ed avere tutto quello che vogliono.
Quindi primo passo fondamentale è quello di non cedere alle richieste dei vostri figli. Questo però non vuol dire non regalare nulla ai bambini, ma semplicemente far capire che fra la lunga di lista di cose richieste se ne potrà scegliere solo una e sarà quello l’unico regalo: insegnategli che i regali costano e che ci sono bambini che invece non hanno la stessa vostra fortuna e che quindi non hanno la possibilità di comprarli. In questo modo potete indirizzare il bambino anche verso l’acquisizione di una maggiore consapevolezza sociale, con la possibilità che possa scaturire dal bimbo stesso la volontà di rinunciare ad un proprio giocattolo per donarlo a chi è meno fortunato.
Spesso capita che alcuni bambini facciano molti capricci durante le feste di compleanno degli amichetti oppure dei fratellini, pretendendo a loro volta un regalo: il vostro deve essere un no categorico alla richiesta, ma come sempre motivato, altrimenti i suoi saranno lamenti interminabili che si riproporranno poi ad ogni occasione.
Di certo però un metodo fondamentale per insegnare il valore dei soldi ai bambini sta nella gestione autonoma della paghetta. A partire dall’età scolare, la più indicata per questo tipo di insegnamenti, cominciate a dare una piccola somma a vostro figlio: insegnategli che quei soldini sono la sua ricompensa per il “lavoro” di bravo alunno a scuola e che quella stessa paghetta dovrà bastare per le sue piccole necessità, come lo sfizio di comparsi un pacchetto di caramelle. Insegnategli anche che, oltre i soldi prestabiliti, non ci saranno eccezioni, quindi se il bambino desidera un gioco o una qualunque cosa che non è prevista nel vostro budget familiare, dovrà imparare a risparmiare per poterla acquistare: in questo modo il bambino capirà il valore di ogni singolo centesimo risparmiato e conservato e capirà anche voi genitori e il perchè dei vostri no.

Quando i vostri figli saranno più grandi, la tecnica della paghetta sarà sempre attuale, ma le esigenze del vostro ex bambino e ormai quasi adolescente cominceranno ad essere diverse. Allora proponetegli di cominciare a guadagnarsi qualche soldino aiutando magari il vicino di casa con qualche piccolo lavoretto, oppure dando una mano nelle faccende domestiche, o impegnandosi in qualche altra attività: qui comincia la vera prova del 9 dei vostri insegnamenti, in quanto il ragazzino potrà così capire quanto materialmente occorre per guadagnare i soldi e che ogni centesimo speso equivale al tempo impiegato in un lavoro non sempre divertente.

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