Come insegnare ad un cavallo i comandi vocali

Quando si ha a che fare con un cavallo, bisogna tenere conto della necessità di conoscere in maniera perfetta il suo comportamento, per evitare conseguenze pericolose per la nostra salute. Il primo passo che dobbiamo compiere in questo senso è quello di rasserenarlo e fargli prendere confidenza con noi. Ecco, quindi, che si manifesta la necessità di abituare l’animale alla nostra voce. Il comportamento dell’animale è la diretta conseguenza della somma di esperienza e istinto. Ciò significa che se da piccoli i cavalli si comportano più o meno tutti allo stesso modo, starà poi all’addestratore indirizzarlo sulla retta via. Il modo fondamentale per indirizzare l’atteggiamento di un cavallo è quello di farlo rispondere a degli stimoli, in primo luogo a dei comandi vocali. Quando facciamo riferimento ai comandi a voce, teniamo sempre presente che il nostro amico cavallo, pur potendo contare su ottima memoria, non è in grado, ovviamente, di ragionare e di fare deduzioni logiche. Il suo comportamento e il suo apprendimento, quindi, si basano sulla reiterazioni. I primi comandi vocali che daremo dovranno essere, pertanto, non solo semplici, ma anche lenti, in modo da consentire all’animale di familiarizzare con essi. Naturalmente, i cavalli sono dotati di grandi capacità reattive, vale a dire, nel nostro caso, di rapido riconoscimento dello stimolo: il comando a voce, appunto. Si tratta di un’arma a doppio taglio, di una caratteristica che deve essere considerata con attenzione, perché un cavallo potrebbe reagire in maniera imprevista e imprevedibile, oltre che pericolosa, a un suono, una parola o una frase non conosciuta. Insegnando all’animale a rispondere agli stimoli, l’addestratore fa riferimento alla reazione del cavallo quando sente la voce. Lo scopo dell’addestramento, infatti, è quello di far sì che il cavallo si abitui a non rispondere agli stimoli vocali che non conosce. Si tratta di un addestramento lento e ripetitivo: un compito che richiede pazienza, impegno e umiltà. Acquisendo esperienza e fiducia, i cavalli apprendono come distinguere i suoni (le voci) affidabili, che devono essere seguiti, dagli altri. È però importante ricordare sempre che qualsiasi voce di disturbo può determinare un comportamento, da parte dell’animale, difficilmente gestibile. In generale, l’addestramento vocale si baserà sulla conseguenza tra risposta e stimolo e su quella tra sostegno e risposta. È questo il procedimento alla base dell’insegnamento con comandi vocali. Se il cavallo reagisce al nostro stimolo, sarà ricompensato (rinforzato) con un sostegno. Chiaramente si tratta di un processo di apprendimento elaborato, che si raggiunge con il passare del tempo, perché l’animale ha bisogno di tempo per imparare. Aggiungiamo alcuni suggerimenti che possono aiutare a capire qual è la predisposizione dell’animale nei nostri confronti. Se, per esempio, esso mantiene le orecchie diritte, vuol dire che è sereno e attento a noi; se ha un orecchio diritto, mentre l’altro orecchio si sta muovendo, significa che ci sta ascoltando; se ha la testa bassa vuol dire che è mansueto, e disponibile all’apprendimento. Se i suoi muscoli sono tesi, infine, significa che è agitato e che dobbiamo rinviare di qualche minuto l’addestramento.

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