Guida a Wikileaks

La bomba Wikileaks in Italia sembra scoppiata da pochi giorni ma sono ormai diversi anni che la figura di Julian Assange continua a mettere in difficoltà le diplomazie e i servizi segreti di parecchie nazioni. L’attività del sito è iniziata nel 2006 quando è stato pubblicato un documento riguardante un complotto ai danni di alcuni componenti del governo somalo. La pubblicazione è avvenuta con molte riserve, in quanto l’autenticità del documento era dubbia e ci si affidava agli utenti, con lo stile consueto di Wikipedia, per accertarne la veridicità. Nel giro di pochi giorni la popolarità del sito è esplosa, passando da una piccola cerchia di lettori a milioni di ricerche. Il meccanismo è stato ripetuto anche con la pubblicazione dei documenti successivi: Wikileaks metteva online i documenti che riteneva provati ma restava sempre la possibilità di successive verifiche o contraddittori. Una grandissima popolarità il sito l’ha avuta in occasione della pubblicazione di documenti riguardanti il campo di detenzione di Guantanamo, nel 2007. Con la popolarità sono aumentate anche le offerte di materiale, così da innescare un meccanismo esponenziale di diffusione. L’anno successivo avviene la prima contestazione legale, da parte di una banca svizzera sentitati tirata in causa, e il sito viene chiuso. Dopo qualche mese lo stesso giudice autorizza la rimessa online e non verranno più accettare richieste di chiusura.
Nel corso degli anni Julian Assange è diventato un vero e proprio personaggio, tenendo conferenze e interviste con le testate più autorevoli. Il fascino è quello, innegabile, del paladino della libertà, che malgrado gli ostacoli insormontabili, riesce a pubblicare atti segreti e scomode verità.
Dagli inizi di novembre però il buzz sulla rete parla della pubblicazione di documenti in quantità senza precedenti. E le voci vengono confermate: i documenti sono così tanti che la pubblicazione andrà avanti per mesi. I giornali iniziano con le prime ipotesi e i governi di tutto il mondo mostrano già i primi imbarazzi. Il 28 novembre, alle ore 22.30 ora italiana, centinaia di cartelle e file appaiono sul sito. Come annunciato, questa pubblicazione riguarda lo scambio di informazioni tra le diverse ambasciate americane nel mondo. Il risultato è imbarazzante: vengono comunicate le principali debolezze dei leader politici europei e medioorentali, con le stesse impietose parole dei funzionari e ambasciatori americani. Gheddafi si dice ricorra anche troppo spesso al botox e si accompagni con una procace infermiera bionda. Sarkozy è ritenuto un re nudo e il fratello del leader afgano Karzai sembra implicato con il traffico di droga. Ma ce n’è anche per il nostro Presidente del Consiglio Berlusconi: l’ambasciata americana riporta di “party selvaggi”, è preoccupata per la sua debolezza fisica ma soprattutto lo giudica un leader incapace.
Le diplomazie minimizzano e si difendono accusando: Assange è un terrorista irresponsabile. Ai limiti dell’imbarazzo la dichiarazione del ministro degli esteri italiano Frattini: “Assange vuole distruggere il mondo”. Viene da chiedersi se davvero un sito può essere così potente. Se la risposta è sì, la colpa non è della pericolosità del sito ma di sistemi di informazione che dovrebbero essere basati più sulla trasparenza che sul segreto.

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