Guida per come produrre le olive

Ciao a tutti, oggi parliamo di giardinaggio, in particolare tutto ciò che riguarda la coltivazione e la produzione delle olive.
Da piccola sono nel campo dato che già i miei nonni e poi i miei genitori, ed ora io coltiviamo un grande terreno dove sono piantate diverse piante di olivo.
Innanzitutto giusto per i meno esperti, parliamo un attimino della pianta dell’olivo in se.
Viene denominata da sempre pianta sempreverde ciò grazie alle peculiari foglie dalle forma pressoché ovale che appunto la caratterizzano.
Si tratta di una pianta europea originaria del mediterraneo soprattutto si pensa provenga dalla Grecia e dalla città di Roma.
E’ una pianta simbolo del nostro paese che si adatta perfettamente al nostro clima, ma sa ambientarsi anche in climi più freddi.
Il luogo di residenza di queste piante viene chiamato oliveto.
C’è da dire che questa pianta ha uno svantaggio, cioè quello di produrre il proprio frutto a distanza di almeno quindici anni dopo la coltivazione, ed addirittura raggiunge il sua massimo sviluppo dopo circa venticinque anni.
Proprio per tal motivo, a volte si innesta l’olivo in delle piante selvagge, e così il frutto viene prodotto dopo circa due anni.
Dopo due anni perché la pianta ha un anno di magra, ossia si prepara alla produzione per l’anno successivo.
Il luogo di queste piante ossia l’oliveto deve essere curato particolarmente, con arature in diversi mesi dell’anno, naturalmente non andando troppo a fondo nel terreno stesso per non creare danni alla pianta dell’olivo.
Il frutto delle olive non sviluppa tutto contemporaneamente e neanche in maniera analoga, dunque la raccolta non può essere basata su delle regole prestabilite.
La raccolta o brucatura avviene di solito tramite un raccoglitore che seleziona le olive.
Dopo la raccolta, le olive vengono ripulite e lavate adeguatamente e messe nei frangitori.
Successivamente si passa ad un altro stadio della produzione ossia la snocciolatura delle olive e la gramolatura che serve per estrarre l’olio dalle olive.
Per terminare poi, l’ultima fase importante è quella dedicata all’asportazione dell’olio ossia pressare le olive, solitamente lo si fa in maniera tradizionale, utilizzando delle presse di oltre cinquanta kilogrammi di peso (anche se minore è il peso maggiore è la qualità), oppure lo si può fare tramite la percolazione e centrifugazione, che sono degli ulteriori metodi chiamati continui.
Essendo la coltivazione di olive più antica quella siciliana (almeno così si dice) poiché addirittura furono i Fenici ad imporla sull’isola, non potete che fidarvi date le mie origini!
Tra le diverse coltivazioni in Sicilia vi nomino la famosa Nocellara, famosa appunto per la sagoma del frutto quasi rotonda e per la molta polpa presente.
In ultimo vi informo sui costi facendo un esempio:
Per una produzione annua di 600 litri di olio si può spendere circa 2200 euro l’anno e 600 euro per la lavorazione del terreno a meno che naturalmente non la facciate voi stessi. Inoltre c’è il costo della macinazione che è di circa 500 euro l’anno. Il vantaggio naturalmente c’è, vendendo molti litri di olio ed olive.

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