Guida per fare una vacanza culinaria nel Lazio o in Calabria

Ogni volta che penso ad una vacanza culinaria non riesco a pensare di andare fuori dall’Italia. Nello Stivale infatti si mangia bene ovunque. Da Nord a Sud è sufficiente scegliere che tipo di paesaggio ci piacerebbe “assaggiare” e poi mettersi in viaggio. Il sito internet di ogni località è provvisto di della classica voce Cosa mangiare. E non basta, qualcuno menziona anche le specialità tipiche di un determinato territorio e le contestualizza nel caso siano tipiche di una festività.
Per golosità e per esperienza consiglierei due itinerari: il primo nel Lazio e il secondo in Calabria. Casualmente si tratta di due mete del centro sud, ma non avrei timore a celebrare anche le specialità dei paesi a ridosso delle Alpi Bellunesi, le particolarità culinarie trentine o valdostane. Ripartiamo comunque dalla meta laziale che per i più golosi conduce fino alle profondità campane. Infatti, non tutti sanno che i latticini di bufala e la carne che deriva da questo particolare allevamento non sono esclusivo appannaggio della Campania. Un sito internet molto interessante traccia la cosiddetta Strada della bufala che parte da Roma e arriva fino a Napoli evidenziando gli snodi della filiera bufalina nella zona della Ciociaria e dell’Agro Pontino. Chi ama i latticini di bufala e questo tipo di carne rossa tenera e versatile, potrà trattenersi nella zona di Sermoneta ad esempio. E dopo una visita al borgo e una capatina al castello si può scegliere un qualsiasi ristorantino del centro storico che offre menu a base di bufala. In particolare consiglio una tenerissima bufalina alla cacciatora, dei dolci a base di ricotta e degli ottimi biscotti secchi simili ai taralli.
Scendiamo ancora un po’ verso sud e fermiamoci in Calabria, una regione lunga e ricca di specialità culinarie. Pensiamo di avere almeno un paio di giorni di tempo e di visitarla da nord a sud. Tutti conoscono le cipolle di Tropea, la nduja o il caciocavallo silano, ma la Calabria è molto diversificata dal punto di vista gastronomico, ci sono piatti tipici a base di carne e di pesce, latticini, portate eleganti e prelibatezze che affondano le radici nella tradizione contadina. Iniziamo con il menzionare un antipasto a base di sardella, una crema spalmabile piccante fatta con i bianchetti, una specialità ittica non indifferente. Questo prodotto è tipico di Crucoli vicino Crotone. Continuiamo con un ottimo primo sempre di pesce: la pasta con le acciughe e la mollica. Un bel dessert di agrumi per spezzare un po’ e poi si parte con la carne. A Mileto, vicino Tropea potete mangiare un ottimo pollo al mattone, e poi scendere nel reggino per assaporare le frittole (sempre che vi piacciano le frattaglie). Visto che ormai siete arrivati proprio all’estremità di questa regione, allora soffermatevi a sbocconcellare i dolciumi reggini, partendo proprio dalla crema tipica dello Scoglio.

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