Come gestire le piante d appartamento

Il successo nella coltura e nella conservazione di una pianta in appartamento è certamente legato alla scelta del posto in cui verrà collocata. Non sistemare mai una pianta in un corridoio, o in un’anticamera; verrebbe continuamente disturbata dai continui passaggi. E’ più opportuno raggruppare le piante in quello che riteniamo il punto più adatto: la fioriera, un tavolo, il vano di una vetrata etc. In qualsiasi tipo di appartamento possiamo realizzare il nostro angolo verde perchè anche a quei fattori che in un primo tempo ci possono sembrare negativi si può trovare un rimedio. Si può pensare che la scarsità di luce influisca negativamente, ma teniamo presente che una pianta vive benissimo anche in ambienti privi di luce naturale facendo in modo che possa godere di alcune ore di luce artificiale. All’inconveniente di una temperatura elevata e di una certa secchezza di atmosfera si può rimediare con le annaffiature e con le irrorazioni. E’ terribile però pensare di sottoporre le piante sofferenti al refrigerio di una finestra spalancata improvvisamente. Abbastanza nocivo è di solito il riscaldamento a pannelli, ma si può ovviare sistemando i vasi alzati dal pavimento o lontani dalle pareti da cui irradia il calore. Anche le piante, come tutti gli esseri viventi, hanno un processo di traspirazione, attraverso le foglie espellono l’acqua assorbita dalle radici. E’ ovvio che se l’aria dell’ambiente è particolarmente secca il processo di evaporazione aumenterà notevolmente. Alcune piante, come le piante grasse, risentono poco di questa situazione, mentre le piante tropicali soffrono terribilmente. E’ sbagliato pensare di rimediare a questo inconveniente aumentando le annaffiature, mentre qualche vantaggio è dato dalle irrorazioni. Il sistema migliore sarebbe quello di raccogliere le piante in un contenitore più o meno grande nel quale sia stato collocato uno strato di ghiaia che dovrà essere conservata sempre bagnata e sulla quale poggeranno i vasi. Passiamo all’annaffiatura. Di solito, quando durante l’inverno la temperatura si fa abbastanza elevata, le annaffiature devono essere frequenti ma scarse. E’ sufficiente in media un quarto di acqua ogni due giorni per un vaso di 20 cm circa di diametro. Per le piante grasse è sufficiente una somministrazione ogni 10 giorni. Ma non dobbiamo limitarci a questa rigidezza di tempi e quantità, esiste infatti una forma di controllo: basta toccare la terra con un dito per sentire se si avverte una sensazione di frescura o di secchezza. L’acqua naturalmente deve essere a temperatura ambiente, cosa facilmente realizzabile lasciando l’annaffiatoio pieno ogni volta. Vediamo le irrorazioni. Questa forma di somministrazione di acqua o di sostanze disinfettanti è un completamento delle normali annaffiature e concimazioni. Sono operazioni che si eseguono con un comune vaporizzatore. Assai importante è la frequenza delle irrorazioni i cui vantaggi sono molti. Innanzitutto contribuiscono ad aumentare la percentuale di umidità nell’atmosfera, e a mantere le foglie libere dalla polvere. L’irrorazione permette di somministrare le sostanze lucidanti ma soprattutto quelle disinfettanti (somministrazione da effetturare ogni due settimane circa).

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