Come gestire la fatica

Come gestire la fatica? Innanzi tutto, tenendo presente che per “fatica” intendo qualsiasi attività che contraddistingue la giornata, credo che sia preferibile separare i vari ambiti per ottenere una migliore resa e un minore sforzo. Un’operazione consigliabile è quella di dividere la giornata in varie parti, tenendo conto naturalmente di potenziali imprevisti. Ciò aiuta senz’altro a concentrarci meglio sull’azione (un vero obiettivo) da noi assegnata, lasciando da parte momentaneamente tutto il resto e contribuendo a sentire meno lo sforzo relativo al compimento dell’azione medesima. L’ho sperimentato di persona e devo dire che funziona e mi trovo molto meglio che in passato. Tuttavia, secondo me, non è sufficiente: occorre fare un lavoro a monte, prima ancora di iniziare la “fatica”. Questo lavoro è soprattutto sul fronte psicologico. Per quanto mi riguarda, le mie due parole d’ordine preferite sono: con calma e una cosa alla volta. La calma è una disposizione d’animo che a mio avviso deve divenire una caratteristica fondamentale del comportamento, al fine di ridurre l’inevitabile senso di fatica che scaturisce da una situazione tendenzialmente contraria o neutra. L’altro elemento, già citato sopra, pregiudica la presenza di un’estrema lucidità mentale. Insomma, un vero e proprio piano di azione. In che cosa consiste? Io lo dividerei in più fasi … Primo, la chiarezza delle necessità e degli obiettivi. Secondo, un ordine di priorità nella realizzazione. Terzo, la scelta di una metodologia in grado di accorciare i tempi di realizzazione e di minimizzare gli errori potenzialmente derivati. Quarto, l’azione vera e propria: concreta e progressiva da un lato, graduale e fluida dall’altro. In generale, ho provato ad abbassare il mio ritmo di vita e ad ascoltare di più le persone. Ciò mi ha permesso di alzare notevolmente la mia soglia di “fatica” e di migliorare molto i risultati. Andando piano, con idee precise e metodologie chiare, i risultati vengono quasi sempre in modo migliore e più rapido che altrimenti. L’ascolto degli altri è poi un elemento essenziale per la gestione della fatica. Basti pensare a quando si lavoro in team e c’è il bisogno di coordinare meglio il lavoro di gruppo, al fine di gestirlo meglio, con migliori risultati e conseguentemente con maggiore soddisfazione. Ma anche quando si lavoro in forma autonoma, gli altri (che siano persone in carne ed ossa o meno) ci suggeriscono in forma esplicita o implicita la via migliore da seguire per raggiungere il risultato voluto e ciò ci aiuta senz’altro a gestire meglio la fatica. Infine, voglio sottolineare la presenza e l’importanza dell’ironia e dell’auto ironia. Fanno parte di un atteggiamento che, di per sé, aiuta a sdrammatizzare qualsiasi cosa e aiuta a trovare una forma di benessere anche in situazioni di malessere … per non parlare della fatica. Ricapitolando … i dubbi sono nella presenza di eventi imprevisti. I vantaggi sono: una migliore resa, un minore sforzo, la soddisfazione personale e uno stile di vita ordinato, concreto, flessibile e umano. Gli svantaggi sono a mio avviso trascurabili.

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