Come funzionano le caldaie a condensazione

Quante volte abbiamo sentito parlare delle caldaie a condensazione e ci siamo chiesti che differenza abbiano queste rispetto a quelle che funzionano a gas metano e a GPL.
Ed in effetti le differenze ci sono, e riguardano il tipo di funzionamento, consumo e resa nonché i costi.
Quelle a condensazione difatti costano molto di più rispetto a quelle tradizionali, però di sicuro garantiscono maggiore efficienza energetica e nel contempo una minore emissione di inquinanti, questo grazie anche ai bruciatori a microfiamma qui presenti.
Il termine “condensazione” sta infatti ad indicare che in questo tipo di caldaia c’è uno scambiatore che serve per catturare il calore nel vapore acqueo contenuto nell’aria calda dei fumi e li trasforma in energia calorica. Questo è il cosiddetto “calore latente” che appunto è contenuto nei fumi. Con questo tipo di funzionamento si recupera una percentuale di energia che, nel caso contrario, sarebbe andata dispersa nei fumi e nell’ambiente.
E quindi i gas di scarico vengono raffreddati fino al loro punto di condensazione (“punto di rugiada”) che non è altro che il vapore acqueo presente all’interno del gas.
In pratica il fenomeno della condensazione è quello che avviene nella cucina di casa nostra, quando ad esempio teniamo una pietanza calda sul fuoco e il vapore che fuoriesce dalla pentola viene in contatto con i vetri delle finestre freddi formando su di questi delle minuscole gocce d’acqua, appannandolo.
In questo tipo di caldaia tra l’altro per consentire che avvenga una combustione perfetta, con l’ausilio di un ventilatore e di una valvola, vengono immesse quantità di gas e aria in misura proporzionale. Ciò è reso anche possibile dalla presenza di una particolare sonda, posta all’esterno della caldaia, che rivela la temperatura esterna e sulla base di questa, modifica in proporzione quella di mandata. In questo modo diminuiscono al massimo le dispersioni e i moti convettivi, ovvero quelli che sono provocati quando l’aria calda sale verso il soffitto.
Pertanto una caldaia di questo tipo, a parità di energia fornita, rispetto ad una caldaia tradizionale, è ovvio che consuma meno combustibile per riscaldare l’acqua, in quanto la recupera dal calore.
Inoltre il suo rendimento è di molto superiore. Si parla infatti che questo tipo di caldaia abbia un rendimento maggiore del 100%, arrivando a toccare un valore compreso tra il 105% e il 110%.
Il risparmio è notevole se si pensa che ad esempio sulla base della temperatura che occorre si hanno i seguenti valori espressi in percentuale. Sulla fornitura di acqua a temperatura pari a 80°, si è calcolato un risparmio compreso tra il 15 e il 20%, mentre su quella di 60° un risparmio compreso tra il 20% e il 30%. Se poi completiamo un impianto di questo tipo, realizzando anche un impianto di panelli solari, si potrà risparmiare sino al 50-60%.
E’ anche vero, come detto all’inizio,che questo tipo di caldaie hanno costi elevati – almeno per il momento, non è infatti escluso che tra qualche anno questi potrebbero scendere – ma si è stimato che i soldi investiti per installare una caldaia a condensazione si recuperano nel giro di qualche anno. Se poi si fa ricorso alla detrazione fiscale è ovvio che questo periodo si riduce ancora di più.
E comunque non esistono caldaie con un tipo di tecnologia più avanzata di queste che, oltre ad essere moderne, sono soprattutto ecologiche.

caldaia

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