Come funziona una stampante 3D

Negli ultimi anni si è sentito sempre più spesso parlare di 3D, ad esempio vedere al cinema un film 3D o di stampa in 3D.
Le stampanti tridimensionali, meglio note come 3D, fanno ormai parte della vita quotidiana.
Le applicazioni sono molteplici, si va dalla medicina alla cucina. Mentre, infatti, un tempo questo tipo di stampanti costituivano un patrimonio esclusivo di compagnie aerospaziali e delle case automobilistiche, anche a causa dei costi molto elevati, ora sono utilizzate dai medici per “stampare” tutti i modelli di organi e persino dai cuochi per disegnare il cibo del futuro. La stampa 3D costituisce, a detta di molti, una specie di terza rivoluzione industriale.
Da circa dieci anni, l’utilizzo delle stampanti 3D si è incrementato.
Infatti tramite queste è stato possibile ridurre e semplificare i costi della fase di prototipazione.
Attualmente, con il progredire delle tecnologie, una buona percentuale dei prodotti creati con una stampante 3D sono prodotti finiti.
L’utilizzo di tali stampanti, inoltre, è abbastanza semplice.
Prima si visualizza un oggetto sul monitor del computer e nel caso in cui sia necessario si aggiungono texture e colori.
Successivamente, basta premere con il dito su print e la stampante inizia a creare un oggetto, spruzzando e solidificando polvere di plastica, oppure depositando innumerevoli strati di materiale composito.
Tale tipo di produzione viene definita “additiva”, in contrapposizione a quella classica definita “sottrattiva”, che in pratica si ottiene ricavando i prodotti da oggetti più grandi.
La produzione industriale, con il trascorrere del tempo è totalmente cambiata.
Svariati oggetti, tra cui lampade, scarpe da calcio, protesi dentarie, telefoni cellulari, elementi di auto da corsa, sono tutti prodotti che vengono creati con stampanti 3D.
Attualmente, una stampante 3D ha una precisione di un decimo di millimetro e viene venduta al medesimo prezzo di una stampante venduta nel 1985.
Anche se è forte la certezza che con il passare del tempo la tecnologia 3D progredisca sempre di più, al punto tale da evolvere come hanno fatto le odierne stampanti usate quotidianamente negli uffici e nelle case.
I vantaggi che si ricavano dall’utilizzo delle stampanti 3D sono innumerevoli.
Non sarà più necessario produrre oggetti in quantità molteplice, ma sarà sufficente produrre pochi esemplari per testare il mercato, per potere solo dopo eventualmente avviare la produzione in serie.
Si riducono, altresì, i tempi, in quanto è sufficiente modificare il progetto al computer, senza la necessità di apportare ulteriori modifiche alla macchina.
I cambiamenti non sono limitati al procedimento manifatturiero.
Se un pezzo di ricambio si potrà creare localmente, non sarà più necessario che venga fatto recapitare tramite la posta aerea, abbattendo così sia i tempi che i costi.
Io stessa non utilizzo solitamente le stampanti 3D.
Un mio cugino, che svolge la professione di medico, mi ha raccontato di aver utilizzato la stampante in 3D e ne è rimasto molto soddisfatto.
Lui stesso ritiene che questa invenzione abbia influito positivamente sul progredire della medicina.
L’unico svantaggio derivante dall’utilizzo delle stampanti in 3D è costituito dal costo ancora molto elevato che bisogna sopportare per acquistarle.

3d

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