Come funziona una caraffa filtrante

La maggior parte dei comuni delle varie regioni d’Italia, dichiara come potabile l’acqua delle proprie tubature, ovvero quella che arriva direttamente nelle nostre abitazioni.
Purtroppo però, questo non corrisponde alla realtà.
Analizzando infatti l’acqua corrente delle varie zone italiane, quella che vien fuori dai rubinetti delle nostre case, scopriamo che gran parte delle volte, essa risulta satura di particelle ed elementi chimici, dannosi per la salute dell’uomo o comunque “da evitare”.
Proprio per questo motivo, sono state immesse sul mercato le “caraffe filtranti”.
Si tratta di una caraffa, sostanzialmente composta da due diverse parti ma comunicanti tra loro mediante un filtro, ovvero ciò che svolge tutto il lavoro!
Nella parte superiore della caraffa si versa l’acqua del rubinetto, questa prima di arrivare nella parte inferiore, dovrà attraversare il filtro centrale.
Quest’ultimo è costituito da resine a scambio ionico e carboni attivi, questi composti attivano due processi chimici:
– il carbone attivo, assorbe principlamente le impurità, ovvero cloro, eventuali pesticidi e persino particelle inquinanti, eliminando soprattutto sapori ed odori sgradevoli dell’acqua di casa.
– La resina a scambio ionico invece svolge un’altra funzione fondamentale, riduce infatti la durezza dell’acqua. Questo termine si utilizza per indicare l’eccessiva presenza di calcare nel liquido ma non solo, possono essere presenti anche certi metalli pesanti come ad esempio piombo, alluminio, rame, nichel, cobalto e bario.

Nella parte inferiore della caraffa ovviamente, arriva l’acqua filtrata, depurata e (teoricamente) pronta da bere.
I prezzi sono accessibili a tutti e variano tra 15,00 euro e 40,00 euro circa.
Esistono, come per qualsiasi oggetto in vendita, i vantaggi e gli svantaggi del caso.
Uno dei pro ad esempio è costituito dalla possibilità di cambiare il filtro non appena risulti usurato.
Come capire quando sostituirlo?
La caraffa presenta sulla parte superiore una barra che indica all’utente il livello di “usura” del filtro utilizzato.
Altri semplici vantaggi che possiamo elencare sono economici (l’acqua del rubinetto costa almeno 100 volte meno di quella acquistata nei supermercati), ecologici in quanto si evita di consumare e sprecare plastica o vetro ed inoltre l’acqua assume un gusto molto più gradevole.
L’unico svantaggio è rappresentato dalla mancanza di certezze.
Non si tratta di uno studio medico, di un laboratorio chimico o di analisi, ma semplicemente di una caraffa domestica, della quale dovremmo ciecamente fidarci e bere l’acqua da essa filtrata e purificata.
Ad ogni modo, tentar non nuoce, meglio avere la propria personale opinione basata su reali esperienze.

ara

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