Come funziona la dieta macrobiotica

La dieta macrobiotica ha origini giapponesi ed è di fatto un regime alimentare vegetariano, anche se non necessariamente vegano (le correnti meno integraliste ammettono cioè il consumo di derivati animali quali uova, latte e formaggi). Alla base della macrobiotica vi è una vera e propria “filosofia di vita”, basata sul principio che ogni cibo è portatore di un’energia Yin (femminile) o Yang (maschile) e che queste due energie possono essere mantenute in equilibrio nel corpo umano anche attraverso un’assunzione adeguata di cibo. In particolare, gli alimenti Yin hanno un gusto acido, amaro o, all’opposto, molto dolce e sono portatori di “freddo” nel corpo, mentre gli alimenti Yang sono salati, piccanti o poco dolci e producono “calore” ne corpo umano. L’energia Yang è incrementata dalla cottura, che deve pertanto essere ben calibrata. In virtù del loro diverso apporto di calore ed in funzione del mantenimento dell’equilibrio energetico del corpo, è quindi bene consumare i rinfrescanti cibi Yin in estate ed i calorici cibi Yang in inverno. A titolo informativo non esaustivo, sono cibi Yin il latte, lo yogurt, la frutta, il tè, le spezie; sono Yang carne, pollo, pesce (da preferire), sale e uova.
Un altro principio base della macrobiotica è che gli alimenti “assorbono” l’energia di chi li cucina e sono in un qualche modo influenzati da come sono stati coltivati o, per gli animali, allevati ed uccisi. Questo significa, per esempio, che una pietanza cucinata da una persona nervosa, triste o arrabbiata risentirà di questi stati d’animo e li trasmetterà a chi se ne nutre. Analogamente, animali allevati in cattività, stipati in gabbie e quindi sofferenti, provocheranno danni all’organismo della persona che se ne nutre. Per lo stesso motivo la macrobiotica limita fortemente l’assunzione di tutti gli alimenti lavorati industrialmente o raffinati, privilegiando invece cibi integrali e biologici. Risulta inoltre abbastanza chiaro da questa chiave di lettura che la macrobiotica di fatto non impone un’alimentazione esclusivamente vegetariana, anche se spesso la corrente prevalente della macrobiotica è quella vegana.
Personalmente ho frequentato occasionalmente ristoranti e gruppi di persone che propongono una dieta macrobiotica, pur non condividendo l’estremismo vegano in quanto lo reputo estremamente rischioso per la salute, limitando fortemente la qualità e la varietà dei cibi edibili. Limitatamente alla mia esperienza posso affermare che la macrobiotica ha il vantaggio di purificare l’organismo da scorie e tossine e di aiutare effettivamente a mantenere il proprio equilibrio psicofisico, ma presenta per me l’enorme svantaggio di proibire o limitare fortemente gran parte di quelle sostanze che apportano principi nutrizionali basilari per un corretto funzionamento della salute (non solo proteine, ferro e vitamine, ma anche zuccheri e grassi) e che aiutano anche a “mantenere il buon umore”.
Sicuramente non consiglierei questo tipo di regime alimentare ad una persona incline alla depressione o che presenta difficoltà nell’assimilare sostanze quali il ferro, il calcio e le vitamine, soprattutto la B12 e la D.

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