Come fare un Origami

Con gli ORIGAMI siamo idealmente in Giappone, un’arte tramandata dai tempi remoti a oggi, con vere e proprie creazioni originali che nel tempo hanno portato a nuove pieghe e a nuove invenzioni di effetti finali sempre più incredibili alla fine della manipolazione.
Sì, perché “solo” le mani intervengono a sottomettere la “sola” materia, la carta, che deve avere la caratteristica di essere sottile e resistente a un tempo, dato che deve essere piegata e lisciata e ri-piegata sino a giungere alla realizzazione che si aveva in mente di fare o a una tutta nuova nata dalla “fanta-maestria” di chi opera.
E a proposito di carta va detto subito che la più interessante è quella con un colore diverso per le due superfici, perché in questo modo c’è la possibilità di ottenere effetti migliori come risultato finale.

Per procedere alla realizzazione di origami la regola giapponese è che si vada avanti senza altri strumenti nella fase operativa. Un paio di forbici o un coltello può essere utilizzato soltanto “prima” di iniziare, e solo per tagliare la carta nel formato che si prevede occorra, poi il procedimento deve continuare con la sola maestria delle mani dell’artista che provvede ad addomesticare e sottomettere la carta, riuscendo a realizzare la sua opera d’arte.
La colla che taluni impiegano, per sistemare le forme ottenute su superfici o regali o altro, oppure per incollare gli occhi al posto dovuto, per esempio per gli animali, non è prevista dall’arte giapponese che crea solo con le pieghe.
E proprio per questa sua caratteristica di realizzazione artigianale non è possibile acquistare origami in negozi specializzati o di giocattoli, perché non ci può essere una produzione e ognuno è un’opera unica.
Anche un’imitazione immediata o successiva si avvicinerà all’originale, ma avrà caratteristiche sue e irripetibili.

Gli origami, oltre a esercitare la fantasia, possono essere utilizzati come segnaposti, guarnizioni per un invito o regalo o biglietto di auguri, non c’è limite all’utilizzo di una creazione.
E, attenzione, non si creda siano appannaggio solo degli adulti. Per esperienza vissuta in casa, cinque anime, il più bravo è stato sempre Giovanni e aveva solo otto anni quando si cimentò con le prime aragoste che aveva visto fare a scuola dalla maestra.

Volendo provare, come si procede?

– E’ bene avere un piano d’appoggio a superficie liscia su cui sistemare il foglio.

– Scegliere la carta, magari facendo qualche prova, per saggiare la resistenza delle pieghe.

– Nel piegare, procedere con attenzione, cercando di individuare subito il punto per la piega. Meglio non doverne fare un’altra.

– Ogni piega va marcata bene con l’unghia o con un tagliacarte, il manico di un coltello, un bastoncino liscio…

– Eseguendo una piega, pensare già alla successiva.

Per la fase operativa sarebbe utile ricorrere a degli schemi, in mancanza si tenga presente che ogni figura prevede dei punti fissi di partenza e generalmente (in un quadrato per esempio) si procede con una prima piega che interessa la diagonale da un vertice a quello opposto, per poi continuare con altre pieghe intorno e anche su quelle già fatte.

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