Come fare domanda per i buoni pasto

Quando parliamo di buoni pasto ci riferiamo a dei titoli, con un valore predeterminato, che garantiscono la possibilità di usufruire di un pasto o di uno o più servizi che vengono proposti nel punto convenzionato. Nel momento in cui il buono pasto viene emesso, si instaurano diversi generi di rapporto: innanzitutto tra la società responsabile dell’emissione del buono e la ditta che lo acquisisce; e poi tra la ditta che lo acquisisce e i vari punti convenzionati che forniscono i pasti ai dipendenti. Una volta specificata la natura del buono, precisiamo che per fare domanda e richiedere i buoni pasto è sufficiente collegarsi con il sito www.buonipasto.it, che in Italia è il sito ufficiale per questo tipo di servizi. Attraverso questo portale è possibile selezionare il ticket che riteniamo più adatto alle nostre esigenze e possiamo metterci direttamente in contatto con la società che lo emette, attraverso un modulo specifico. Inoltre, sempre questo sito rende possibile acquistare i buoni direttamente online.
Il funzionamento del sistema non è per niente difficile: la società che emette il buono studia la soluzione che ritiene adeguata al datore di lavoro e gliela propone. Il datore di lavoro, a sua volta, stabilisce il valore del buono, e in seguito, firmando il contratto dà mandato alla società emittente di trovare uno o più punti convenzionati che siano in grado di fornire il servizio mensa ai dipendenti. Mensilmente, il datore di lavoro prenota la quantità di buoni pasti che servono, in base al numero di giornate lavorative dei dipendenti. I dipendenti a loro volta pagano il servizio della mensa con tali buoni pasto, che successivamente verranno ritirati dalla società che li emette e rimborsati. Utilizzare in maniera adeguata i buoni pasto è un vantaggio anche per la società che li emette, visto che essi vengono forniti sulla base di un contratto: di conseguenza il loro utilizzato avviene secondo le regole che sono state stipulate, oltre che in base alle norme tributarie e previdenziali stabilita dalla legislazione nazionale. È importante sottolineare che i buoni possono essere impiegati solamente per il ristoro, e non possono essere scambiati con soldi. Traducendo, se io prendo un caffè da un euro e lo pago con un buono che ne vale cinque, non ho diritto al resto di quattro euro. Chiaramente, non accadrà il contrario, cioè se comprerò una pizza da sette euro pagandola con un buono da cinque dovrò corrispondere in denaro la differenza di due euro. Inoltre, è doveroso specificare che non è possibile vendere il buono in cambio di denaro, né tantomeno utilizzarlo per servizi diversi da quelli specificati nel contratto. Inoltre, esso può essere impiegato esclusivamente dalla persona cui è staro concesso, e che rappresenta l’unico titolare di diritti. C’è da aggiungere che attualmente i buoni pasto non vengono utilizzati solamente nelle mense aziendali, ma possono venire accettati anche da altri enti quali ristoranti, supermercati e pizzerie convenzionate. Prima di spendere un buono pasto, comunque, dovremo accertarci se il locale li accetta, per evitare sgradite sorprese al momento del pagamento.

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