Come fare un cappello di paglia

Fare cappelli di paglia è una di quelle cose che mia nonna mi ha trasmesso con profonda passione. Lei li realizzava per necessità, da giovane, e l’amore per la paglia – che all’epoca era anche un materiale prestigioso – le è rimasta ancora oggi che ha novant’anni. Per prima cosa gli “attrezzi del mestiere: un ago da rammendo, un ago da tappezzeria, del grosgrain (che si compra in ogni negozio di mercerie) paglia di segale possibilmente di buona qualità e che non si rovini durante il lavoro, una stringa da spago. Mia nonna mi ha indicato un contadino che le fornisce paglia di ottima qualità: ha realizzato molti cappelli usati da lei ma anche venduti nei mercatini di beneficenza ed oramai quel contadino è diventato il suo “fornitore ufficiale”. Non so dire, però, quanto possa costare paglia di questo tipo visto che ho mai avuto occasione di chiederlo a mia nonna. O meglio, lei mi ha sempre detto che comprando dal contadino anche verdure e frutta di diverso tipo, ha sempre pagato il conto unico senza distinguere le singole voci. Si tratta di una paglia molto resistente e dalla lunga trama tra un nodo e l’altro. E di solito la paglia che compra mia nonna è già pronta per l’uso visto che è il contadino stesso che si preoccupa di tagliarla e sistemarla a dovere per essere poi usata per fare cappelli (ma anche borse di paglia, a dire il vero, visto che mia nonna sa fare anche quelle). Mia nonna realizza i capelli intrecciando la paglia che lascia in ammollo per una notte e schiaccia per bene prima di iniziare ad usare: partendo da una trama iniziale realizza delle trecce che sono piuttosto schiacciate e vanno poi cucite lateralmente a spirale facendo in modo che si crei lo spazio necessario per la copertura superiore. Finita la spirale centrale si procede con altre trecce che vengono accuratamente appiattite: dopo aver ritagliato un faldone rettangolare da un cartoncino, seguendo lo “scheletro” del cartoncino continua a cucire le trecce facendo in modo che il capo venga “nascosto” nella maniera giusta: viene così create la parte del cappello che andrà infilata in testa. Poi è la volta della vera e propria falda del cappello che sarà più o meno larga a seconda del tipo di cappello che si vuole ottenere. Procede sempre realizzando delle trecce che poi vengono cucite l’una accanto all’altra. E’ un lavoro lungo e artigianale con un risultato altrettanto artigianale. Ed è un lavoro che l’aiuta a passare tempo anche se, alla fine, il risultato non è di certo lo stesso che si può ottenere con una produzione che utilizzi macchinari moderno o che proceda tessendo la paglia piuttosto che cucendo trecce. Con il grosgrain viene fermata la falda finale ma il cappello può anche essere decorato con nastri, fiori o simili a seconda del proprio gusto.
Io non ho la stessa pazienza ed abilità di mia nonna ma ci ho provato anche io e devo dire che il mio cappello ha lasciato molto a desiderare.
Il vantaggio, però, è quello di avere un prodotto artigianale a meno di dieci euro ma frutto di manualità ed abilità.

cappello paglia

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