Come evitare commozioni cerebrali nello sport

La commozione cerebrale si verifica a causa di un violento colpo alla testa, all’interno del cranio si verifica quindi uno spostameto, più o meno violento a seconda del colpo, rapido ed inaspettato che causa un danno nella maggior parte dei casi reversibile.
Può verificarsi in seguito a caduta accidentale, incidente d’auto, ma anche in seguito ad attività sportiva. I sintomi sono mal di testa, vertigini, confusione, alterazioni della vista, difficoltà nella concentrazione, non è detto si verifichino tutti, anzi è più verosimle il contrario, ovvero, che si verifichino solo alcuni di questi sintomi.
Non è detto che tali sintomi compaiano subito, può capitare che si sviluppino dopo qualche giorno,laddove la persona in seguito al colpo non avverta perdita di coscienza il colpo neanche viene considerato. Non esiste una terapia particolare se non il riposo e qualche analgesico per il mal di testa, solo in casi rari si ritiene opportuno il ricovero in ospedale per precauzione.
Le attività sportive dove è più probabile essere soggetti a commozione cerebrale sono quelli particolarmente violenti e quelli di contatto, anche nell’atletica è possibile avere dei colpi, quindi non è detto si tratti di giochi di squadra. Particolarmente “pericolosi” sono boxe, rugby, hockey, football americano, ma anche nel calcio si sono verificate ipotesi di commozione cerebrale. Proprio per la particolare pericolosità, la Norvegia ha vietato la boxe a livello professionale.
Per evitare i traumi in molte attività sportive è previsto l’uso di caschi imbottiti, ma di maggiore importanza è il paradenti in quanto riduce l’effetto dei colpi dal basso. Gli studiosi ritengono che il pericolo sia nel rischio del ripetersi di commozioni cerebrali per chi pratica sport in quanto è appunto possibile che ci siano maggiori occasioni di contatto violento.
A mio avviso, non bastano tali problemi a sconsigliare la pratica agonistica in quanto gli effetti benefici dell’attività sportiva, specialmente di squadra, sono riconosciuti sia per lo sviluppo fisico ( muscolare ed osseo) sia per lo sviluppo della personalità soprattutto nei bambii e negli adolescenti, infatti imparano a rispettare le regole e i compagni, imparano una forma di socializzazione salutare rispetto ad eventuali ore passate al pc e con giochi di guerra che rischiano di deviare la personalità del ragazzo verso la violenza e l’insensibilità.
Sicuramente un buon allenatore può evitare scontri eccessivamente violenti imprimendo alla squadra uno spirito di socievolezza sano piuttosto che spirito agonostico sfrenato e tendente a primeggiare anche all’interno della squadra.
Nel momento in cui un figlio chiede di svolgere attività fisica, anche per far acquisire sicurezza, è giusto concedere, avendo sempre l’attenzione di essere presenti nello sviluppo della persona e dell’attività stessa, anche se in modo discreto e senza enfatizzare eventuali cadute o colpi. La commozione cerebrale solo in rarissimi casi e con colpi davvero forti può portare danni rirreversibili, altrimenti è un problema facilemente superabile e il dolore, per esperineza, dopo qualche giorno passa, la voglia, invece, di fare attività fisica, movimento, di far parte della squadra, invece, resta. Mai come in questo caso vale il detto ” non fasciarsi la testa prima di cadere!

CSKA Moscow's defender Sergei Ignashevic

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