Come esporre il bambino al sole in tutta sicurezza

La pelle dei bambini è la più sensibile e delicata. Spesso appare secca e pruriginosa e può avere un rapporto con il sole molto fastidioso. Anche l’acqua di una piscina, ricca di cloro, può asciugarla, e allora va reidratata.
Un tempo si usava esporre al sole forte anche i bimbi molto piccoli, pensando che ciò favorisse l’abbronzatura in tempi brevi. Il sole fa bene alle ossa, e questo faceva sottovalutare la questione scottatura.
Il problema, però, oltre ai fastidiosi eritemi e alle bruciature, era quello di creare melanomi che si sarebbero sviluppati anche molto tardi, perfino dopo i diciotto anni. Oggi il consiglio più diffuso è invece quello si non esporre i bimbi al sole nelle ore più calde, nemmeno con la protezione più forte. Nonostante i raggi UVA e UVB siano perfettamente filtrati da creme protettive di marche ottime di gradazione molto elevata, è comunque pericoloso prendere il sole nelle ore più calde, da mezzogiorno alle quattro di pomeriggio, quando il sole è a picco.
La pelle dei bimbi è molto delicata e, seppur protetta, è sensibilissima. I raggi del sole, inoltre, filtrano anche nelle zone d’ombra, o sotto i vestiti, seppure con minore intensità. La testa va sempre protetta con un cappellino.
Questo accade anche perché in questa prima fase la produzione della melanina è molto maggiore di quello che avverrà poi con il passare del tempo. È come se il sole colpisse maggiormente i bambini, perché l’estensione della pelle di un bambino, e dunque la sua esposizione al sole, è, in proporzione, maggiore rispetto a quella di un adulto.
Da non dimenticare, inoltre, che, anche se il bambino è protetto con una bella dose di crema solare, esponendolo nelle ore in cui il sole è a picco, non è comunque protetto da eventuali colpi di calore. Questi si manifestano con febbre anche molto alta e fasi di letargia e mancanza d’aria. In quei casi è necessario fare al bimbo una doccia per far abbassare la temperatura e poi portarlo subito al pronto soccorso.
I fatti dimostrano che fino ai diciotto anni di età si verifica in assoluto la maggiore esposizione al sole, ed è per questo che la pelle dei bambini e degli adolescenti va rigorosamente protetta. Gli stessi filtri solari, inoltre, sono ormai talmente controllati che l’insorgere dei melanomi sembra essersi ridotto di circa il 75% nell’età adulta. Al mare, in montagna, o anche in un parco è sempre bene proteggersi con delle creme dal fattore elevato, da mettere anche sul viso. Soprattutto, è bene utilizzarle anche quando si esce di casa, quotidianamente, e non solo quando si intende abbronzarsi.
Da evitare assolutamente, per i bambini, l’utilizzo di oli abbronzanti. Nonostante la protezione sia molto alta, favoriscono l’insorgere di vescicole ed eczemi dolorosi, e non sono affatto indicati per una pelle così tenera e delicata.
I neonati, in generale, andrebbero completamente cosparsi di crema, ed esposi al sole solo nelle prime ore del mattino o del tramonto, quando, nonostante la temperatura sia anche intorno ai 38/39 gradi, il sole non potrà più nuocergli. È importante che indossino però un cappellino di cotone.

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