Emostasi: come il corpo controlla la perdita di sangue

L’emostasi è un insieme di eventi attraverso i quali viene bloccata una perdita di sangue qualora si verificasse la rottura di un vaso sanguigno, o comunque una perdita di sangue causata da eventi esterni, sia con mezzi meccanici che farmacologici. Per questo il termine emostasi è usato per descrivere come il corpo mantiene la giusta quantità e consistenza del sangue all’interno del nostro sistema circolatorio. Questo include anche la spinta alla crescita di nuove cellule di sangue, regolare la densità del sangue, la costituzione di composti chimici e soprattutto regolare il volume del sangue in coincidenza con fuoriuscite. Vediamo in dettaglio quali sono i complessi passaggi attraverso i quali il corpo riesce a riparare un vaso sanguigno danneggiato. Questa è una cosa che succede in continuazione, anche in concomitanza con il più piccolo e indistinguibile graffio.
Il primo passaggio è quello della vasocostrizione, cioè la riduzione di diametro dei vasi sanguigni, affinché sia diminuito il flusso sanguigno e la conseguente perdita di sangue attraverso la ferita. Le pareti del vaso sanguigno sono costituite da molti complessi vitaminici e lipidi, uno di questi complessi è chiamato collagene. In una situazione normale il collagene non viene a contatto con il sangue ma quanto il vaso sanguigno si rompe, parte delle molecole di collagene vengono esposte al flusso del sangue nel vaso sanguigno danneggiato. Le piastrine contenute nel sangue sono estremamente attratte dal collagene, così mano a mano che il sangue passa le piastrine si attaccano al collagene riducendo in questo modo il diametro del vaso sanguigno.
Le piastrine che si attaccano al collagene formano un piccolo agglomerato che ostruisce la perdita di sangue fuori dal vaso sanguigno. A questo punto avviene il secondo meccanismo dell’emostasi, cioè la formazione delle piastrine con conseguente degranulazione. Una volta che le piastrine sono attaccate al collagene iniziano a rilasciare tre composti chimici attraverso un processo chiamato degranulazione (fase piastrinica). Il primo di questi composti rilasciati è la serotonina. La serotonina è un vasocostrittore che spinge il vaso sanguigno ad una ulteriore riduzione di diametro. Il secondo composto è chiamato ADP ed è in grado di attrarre un maggior numero di piastrine all’interno del vaso sanguigno. In questo modo ora che il collagene è completamente ricoperto di piastrine, l’ADP assicura che altre piastrine arrivino sulla scena. Il terzo composto chimico è il trombossano. Il trombossano fa sì che la degranulazione continui nei dintorni delle piastrine. L’ADP e il trombossano insieme accelerano il numero di piastrine attratte sulla scena. Allo stesso tempo accade un altro processo chimico, cioè quello della coagulazione del sangue. Le cellule danneggiate fuoriuscite dal vaso sanguigno rilasciano composti chimici chiamati Fattori che, proprio in prossimità della parete danneggiata del vaso sanguigno formano, attraverso una complessa reazione chimica, i Fibrini. I Fibrini sono un composto chimico molto resistente che forma una specie di rete in prossimità della parete danneggiata. Questa rete cattura le cellule di sangue e conseguentemente le piastrine che affluiscono e forma una riparazione permanente del tessuto danneggiato.
Alla fine, una volta che il vaso sanguigno è stato riparato, l’agglomerato all’interno del tessuto viene lentamente dissolto, grazie a un potente enzima, la plasmina.

Emostasi  come il corpo controlla la perdita di sangue

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>