Come eliminare in sicurezza le coperture di amianto

La legge n. 257 del 27 marzo del 1992 ha messo al bando l’eternit perché ritenuto pericoloso per la salute umana in quanto l’inalazione delle sue fibre causa l’asbestosi, una malattia che colpisce i polmoni e può degenerare in tumori della pleura e dei bronchi.
Era l’inizio del secolo scorso quando si è cominciato ad utilizzare l’eternit o cemento-amianto nel campo dell’edilizia perché, per la sua elevata resistenza al calore, esso si è rivelato un ottimo materiale per l’isolamento termico ed elettrico. Così sul territorio italiano, che è stato uno dei principali produttori mondiali di eternit, si è assistita alla diffusione di coperture, pavimentazioni, canne fumarie, tubazioni, serbatoi di acqua etc. fatte di questo materiale. Si stima che nel nostro Paese le superfici in eternit superino i 100 milioni di metri quadrati. Solo negli anni Sessanta ci si è accorti che le fibre del cemento-amianto potevano essere cancerogene, e adesso ci ritroviamo con molti siti da bonificare.
Lo smaltimento e la bonifica di aree soggette ad amianto è regolamentata da appositi decreti ministeriali e le ditte che si occupano dello smaltimento dell’amianto devono essere munite di certificati di sicurezza e specializzazione ed essere registrate presso le ASL e nell’apposito Albo smaltitori.
E’ importante sapere che è obbligatorio rimuovere i manufatti che si presentano deteriorati o con microlesioni. La loro bonifica avviene seguendo metodologie diverse, a seconda se il cemento-amianto di cui son fatti sia danneggiato o meno. Infatti, se l’eternit non presenta un elevato stato di degrado e quindi è privo di microlesioni, può essere messo in sicurezza adoperando opportuni prodotti collanti o vernicianti, che legano meglio tra loro le fibre di amianto o che formino una membrana spessa sulla superficie del manufatto. Questa metodologia va sotto il nome di “incapsulamento”. Quando si tratta di una copertura, questa può essere incapsulata attraverso il rivestimento con una sovracopertura metallica o con altri sistemi di copertura termoisolanti ed impermeabili.
Qualora la superficie di cemento-amianto sia particolarmente danneggiata, per evitare che possa liberare fibre dannose, è necessaria la sua “rimozione”, ai sensi del decreto ministeriale del 6 settembre 1994.
Nel caso in cui i manufatti o le coperture abbiano una superficie di 30 mq ed un peso complessivo di 500 Kg, allora il privato cittadino potrà intervenire da solo.
Quando invece si tratta di superfici più grandi, occorrerà rivolgersi alle ditte specializzate presenti nel territorio comunale e farsi fare un preventivo dei costi. Questi variano a seconda della superficie del manufatto da rimuovere, della sua collocazione e della distanza dalla discarica autorizzata per lo smaltimento dell’amianto. Solitamente il costo al metro quadrato per la rimozione dell’eternit è tra i 15 e i 40 euro. I progetti di bonifica necessitano dell’approvazione da parte dell’Azienda Sanitaria Locale.
La ditta specializzata provvederà a bagnare adeguatamente le superfici di amianto che dovrà manipolare, facendo attenzione a salvaguardarne l’integrità. Poi passerà alla loro collocazione e sigillatura all’interno di appositi imballaggi non deteriorabili o rivestiti con teli di plastica sigillati. Gli addetti alle operazioni saranno muniti di idonei mezzi di protezione delle vie respiratorie e di particolari indumenti protettivi.
Come si dice: la salute prima di tutto!

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