Come eliminare le alghe dalla piscina

Le alghe sono minuscoli esseri unicellulari (o pluricellulari, a seconda delle tipologie) che si riproducono ad una velocità esponenziale a seconda della quantità di luce solare, acqua e calore a loro disposizione. E’ dunque facile capire come d’estate, quando la luce e il calore sono al massimo, la riproduzione delle alghe diventi un fenomeno naturale e talvolta difficilmente controllabile.
E’ quindi necessario agire continuamente sulla produzione di alghe, dato che le spore di questi organismi vengono trasportate in moltissimi modi fino all’acqua della piscina (con la polvere del vento, anche da orti o giardini adiacenti, o tramite l’acqua dei pozzi che rispetto a quella di acquedotto contiene una quantità elevatissima di spore che una volta in superficie e a contatto con la luce, crescono rapidamente). Anche semplicemente tagliando l’erba del prato adiacente alla piscina si rischia di far entrare in acqua polvere e spore, mentre piante poste nelle vicinanze lasciano cadere nell’acqua mucillaggine e polline che nutrono le alghe.
Le alghe possono essere di vari tipi; vi sono le alghe verdi, ricche di clorofilla, quelle nere e grigiastre (che di preferenza di attaccano alle superfici piastrellate e tra le fughe della pavimentazione), le infiorescenze miste a ferro rossastre e brune. Vi sono poi alghe che crescono libere in tutto lo specchio d’acqua o quelle che si attaccano di preferenza alle pareti, quelle che si insediano sugli attrezzi della piscina (scalette, bordi ecc) e quelle che colpiscono prevalentemente gli angoli meno raggiunti dal ricambio dell’acqua. Infatti uno dei modi principali per scongiurare la formazione di alghe nelle piscine non è solo quello di usare i giusti prodotti, ma assicurarsi soprattutto che questi vengano distribuiti uniformemente e in modo continuativo in tutto lo specchio d’acqua. Per questo motivo è essenziale studiare attentamente la collocazione dei bocchettoni di passaggio dell’acqua di ricambio, e fare in modo che i prodotti circolino anche negli skimmer e nei filtri, terreno fertile per la proliferazione di alghe.
Una volta studiato un buon sistema di ricambio, i prodotti da usare sono di norma quattro; prima di tutto ci si deve dotare di un rilevatore di ph (che misura l’alcalinità dell’acqua, che deve attestarsi sui 7 gradi francesi –acqua denominata “dolce”-), un disinfettante a base di cloro per sanitizzare l’acqua, un prodotto per aumentare e uno per abbassare il ph dell’acqua qualora fosse diverso da quello consigliato. Il cloro va aggiunto regolarmente all’’acqua, per mantenerla pulita e sanitizzata, ma senza oltrepassare le dosi consigliate; in questo caso si avrà l’’inconveniente di una balneazione spiacevole e irritante.
Inoltre già mantenere il ph corretto evita la formazione di alghe e depositi calcarei (macchie grigie), ma all’’occorrenza, quando le macchie di alghe sono molto evidenti, è necessario agire con una clorazione supplementare (in genere effettuando un trattamento con 30 gr di cloro per metro cubo di acqua). E’ necessario a questo punto rimuovere i residui con una spazzola dura e far circolare l’impianto fino al ripristino delle condizioni ottimali (48/52 h).

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Manutenzione piscina: le alghe

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