Dove trovare fonti vegetali di ferro durante la gravidanza

Nel corso della gravidanza capita spesso che l’organismo delle future madri si trovi impoverito di ferro. Questo perché, soprattutto durante gli ultimi sei mesi di gestazione, il nascituro ne richiede in grande quantità per la sua crescita e sviluppo.
Secondo studi recenti l’apporto ideale di questo prezioso minerale durante la gestazione è di 30 mg al giorno. Quindi se la futura mamma già ne era carente all’inizio dell’attesa, a causa di una dieta poco bilanciata, è ovvio che possa andare incontro ad anemia da carenza di ferro. Se poi la madre ha già avuto una gravidanza nell’arco di 2 anni, è ancora più importante consumare cibi ricchi di ferro.
Il ferro è importante sia per il feto che per la madre, in quanto conduce l’ossigeno alle cellule dell’organismo, attraverso l’emoglobina contenuta nei globuli rossi. Quindi è importante assumere alimenti ricchi di ferro per favorire l’incremento dell’emoglobina e del trasporto di ossigeno. Infatti, nel caso in cui in gravidanza le riserve di ferro siano basse, si potrebbe determinare uno stato di carenza in grado di rallentare la crescita cerebrale del nascituro. Ma non solo. L’anemia potrebbe anche causare alla madre rischi di emorragia e la necessità di una trasfusione sanguigna.
Per accertare la carenza di ferro nell’organismo, è necessario misurare il livello di ferritina nel sangue, con un semplice esme che sarebbe bene fare almeno tre volte nel corso della gravidanza. Infatti gli effetti che la carenza di ferro può apportare sia alla madre che al nascituro sono di vasta portata.
I sintomi che ci aiutano a capire se siamo carenti di ferro sono il pallore, la debolezza, la stanchezza, la cefalea, la tachicardia, l’insonnia e l’irritabilità.
Basterà quindi adottare un tipo di alimentazione che ci consenta di assumerne in quantità.
Il ferro vegetale è contenuto nella carne magra, nei cereali, nella verdura fresca, negli ortaggi, nella frutta secca, nelle ostriche, negli spinaci, nelle frattaglie ma anche nelle sardine in scatola e nei fagioli cotti.
Ci sono anche delle piante contenenti ferro e non pericolose da assumere durante la gravidanza e da bere nel corso della giornata sotto forma di infuso, come la bardana e l’ortica.
Il tipo di alimentazione che si è soliti fare, influenza pure l’assorbimento di ferro a livello intestinale. Il 25% del ferro, ad esempio, contenuto nella carne, nel pesce e nel pollame, viene assimilato dal nostro organismo senza subire alcuna trasformazione chimica. Invece, il ferro contenuto nei vegetali per essere assorbito dall’organismo deve necessariamente essere trasformato da ferrico a ferroso attraverso l’acido cloridrico presente nelle cellule dello stomaco.
E’ bene sapere che ci sono degli alimenti ricchi di vitamina C, di fruttosio e proteine che, se assunti insieme alla frutta e alla verdura, aumentano l’assorbimento di ferro.
Ottimi fornitori di vitamina C ad esempio sono i kiwi, gli agrumi, i peperoni, l’uva e le patate, il fruttosio lo si trova nella frutta e nelle spremute, invece le proteine nella carne e nel pesce.
Al contrario, se è nostra intenzione assumere il ferro, ricordiamoci che le uova, il tè e la crusca ne inibiscono l’assorbimento, quindi sarebbe meglio consumarli disgiuntamente agli alimenti ricchi di ferro.

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