Come e dove si fa la registrazione del contratto di locazione

Come e dove registrare un contratto di locazione?
Le ultime disposizioni amministrative consentono di registrare il contratto di locazione di immobili per un periodo superiore ai 30 giorni consecutivi, presso l’Agenzia delle Entrate della sede in cui sorge l’immobile stesso. In che modo?
Innanzi tutto servono:
– due copie del contratto firmato da entrambi i committenti in originale,
– una marca da bollo da 14,62 euro per ogni 4 facciate del contratto,
– richiesta di registrazione su modello 69 e un modello RR (da richiedere presso l’Agenzia delle Entrate o scaricabile dal sito web),
– ricevuta del versamento d’imposta del modello F23 ( facile da compilare, basta seguire le linee guida sul retro. In caso contrario rivolgersi a un consulente).

Il contratto stipulato tra il locatore (proprietario dell’immobile) e il conduttore (l’affittuario) va registrato pagando l’imposta di registro entro 30 giorni dalla data dell’atto o dall’inizio dell’accordo verbale.
Occorre compilare il modulo di versamento F23 in cui devono essere indicati:
– codice fiscale e dati anagrafici del proprietario
– codice fiscale e dati anagrafici dell’affittuario
– il codice dell’Agenzia delle Entrate di zona (consultare l’elenco dei codici)
– il codice tributo e causale RP (indicati nel retro dello stesso modello F23)
– l’anno di stipula del contratto e il numero (in questo caso, come prima registrazione, va indicata solo la data)
– descrizione della causale (in questo caso: registrazione contratto di locazione) e importo dell’ imposta.

L’importo dell’imposta di registrazione è il 2% del canone annuo d’ affitto.
Ad esempio: se il canone annuo ammonta a 3000 euro, il 2% dell’imposta ammonterà a 60 euro.
Nei Comuni ad alta densità abitativa questa imposta è ridotta del 30% (quindi l’ 1,4%). A questa imposta di registro vanno aggiunti i “tributi speciali” richiesti dall’ Agenzia delle entrate per le spese di registrazione, che variano da zona a zona.
Il pagamento spetta sia al locatore che all’affittuario in parti uguali, ma entrambi rispondono in unico dell’imposta versata.
Versare l’imposta (cioè presentare il modello F23) presso una banca, un ufficio postale o in qualsiasi concessionario di riscossione. Il modello F23 prevede tre ricevute uguali: una per il locatore, una per l’affittuario e una per l’ Agenzia delle Entrate.
Presentare la documentazione all’ Agenzia delle Entrate, inclusa ricevuta di versamento. Il contratto viene così registrato ufficialmente riportando il codice di registrazione che dovrà essere indicato nei seguenti rinnovi annuali dello stesso.
L’imposta di rinnovo può essere versata in due modi:
– anno per anno (versando il 2% dell’importo che per la prima annualità non deve essere minore di 67 euro, e tenendo conto delle variazioni ISTAT);
– in unica soluzione per tutta la durata del contratto (in questo caso non si tiene conto delle variazioni ISTAT e si ha il vantaggio di uno sconto dell’1% sul 2% imponibile).
L’ imposta deve essere versata entro 20 giorni dalla scadenza del contratto e sul modello F23 per il versamento vanno indicati i dati di registrazione ( anno, serie e numero separati da una barra, indicati sul contratto al momento della registrazione).

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