Come diventare un libero professionista

Stanchi del lavoro dipendente? Sentite che sareste ottimi datori di lavoro di voi stessi? E soprattutto, pensate di avere ottime idee da realizzare? Allora è tempo di mettere in campo tutto il proprio coraggio, rinunciare all’impiego (e quindi allo stipendio) sicuro, affrontare gli iter burocratici necessari, e lanciarsi nell’attività in proprio.
Diventare libero professionista può portare molte preoccupazioni, ma è compensato da grandi soddisfazioni. L’importante è non pensare che lavorare in proprio sigifichi avere più tempo libero, Il lavoro aumenta, così come le responsabilità. Non esistono ferie pagate, nè giorni di mutua se vi sentite poco bene. Insomma, la vostra vita cambierà, ma ci sono molte probabilità che sia in meglio.
Ma passiamo alle cose pratiche. Innanzitutto è importante avere le idee chiare sul tipo di attività che s’intende aprire e se si desidera lavorare con altre persone. In quest’ultimo caso è necessario aprire una società. Ne esistono di vari tipi e per ognuno l’iter burocratico da seguire è diverso. Occorre quindi il consiglio e la guida di un professionista ed è inevitabile doversi trovare un notaio per ufficializzare la nascita della società.
Per diventare un libero professionista è necessaria l’iscrizione all’albo professionale di appartenenza e alla relativa cassa di previdenza autonoma. Qualunque sia il vostro settore lavorativo, per aprire un’attività in proprio è necessario aprire la partita iva. Per farlo ci si deve rivolgere alla Camera di Commercio. Il consiglio personale è di cercare un buon commercialista perchè come lavoratore autonomo la contabilità diventa più complessa ed è assai difficile (talvolta anche rischioso) gestirla da soli. Inoltre, un commercialista può provvedere a sbrigare le varie formalità burocratiche del caso, compresa l’apertura della partita iva, e consigliarvi circa la tipolgia di lavoro autonomo più cosono alle vostre esigenze e aspettative.
Se invece la strada scelta è quella dell’impresa, sono necessari ulteriori passi. Oltre all’apertura della partita iva, comunque necessaria, ci si deve iscrivere al registro delle ditte presso la camera di commercio, ed effettuare l’iscrizione all’INPS.
Il procedimento non è così tortuoso come lo si immagina. Di solito l’espletameto di queste attività richiede poco tempo e un impegno economico più che abbordabile. E’ invece più problematica la tenuta della contabilità (per questo è sempre meglio affidarsi ad un commercialista). Ecco, ciò che va considerato nella voce “spese” è la tariffa del commercialista: difficilmente è economica, ma i professionisti possono informarsi presso il proprio ordine professionale (o sindacato annesso, qualora vi sia) circa la disponibilitù di figure atte allo scopo che pratichino prezzi agevolati agli iscritti. E poi, si parte per un’esperienza lavorativa certamente molto stimolante.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>