Come diminuire il girovita

Quando si ha un metabolismo rallentato si rischia di accumulare grasso e tossine in alcune zone del corpo, appesantendo la figura e limitando il drenaggio dei liquidi, con una digestione più difficoltosa. L’’effetto che si ottiene può essere quello, antiestetico, definito “a salvagente” o “a mela”, con una sorta di continuità tra stomaco, pancia e ventre, che appiattisce la figura e le dà una rotondità eccessiva rispetto alle forme armoniche del corpo.
Se si è abituati ad uno stile di vita ordinato, in cui gli eccessi sono moderati, non dovrebbe essere difficile ritornare alla vecchia linea, con mezz’ora di corsa al giorno, e bevendo molta acqua, ma lontano dai pasti.
La corsa fa perdere peso in modo bilanciato, ma il suo pregio è riattivare la circolazione ed il metabolismo, scongiurando la classica “pancetta”. Accade però a volte che il girovita abbia dei depositi adiposi di una certa consistenza, frutto di un movimento fisico carente o del tutto assente e di uno stile di vita che contempli troppi eccessi. Bisogna allora ricorrere, oltre alla corsa, ad un tipo di ginnastica localizzata, che riduca il giro vita anche in pochi giorni.
Gli esercizi giusti sono quelli da fare a terra, tenendo la schiena ferma e sollevando le gambe, fino ad avvicinarle al torace. Si possono eseguire piegamenti continui, rotazioni e sforbiciate oppure si può pedalare in avanti e all’indietro. Tutta la fascia intorno al girovita lavora in maniera ininterrotta, ma l’’esercizio più reattivo è quello di tenere le gambe sollevate il più possibile, in modo tale che i muscoli siano ben tesi fino a dare un certo dolore.
I primi giorni in cui si fanno gli esercizi i muscoli devono essere indolenziti, ed è questo l’indice del buon funzionamento della ginnastica. Bastano pochi minuti al giorno e il girovita si accorcia già di qualche centimetro. Un esercizio consigliato può essere quello con l’hula hop, che costringe la pancia ad un movimento simile a quello della danza del ventre. Molto indicati sono anche gli esercizi con un bastone, con una scopa ad esempio, in cui, stando fermi, si muove il busto da destra verso sinistra e viceversa. Lo stesso può essere eseguito muovendo il bastone dall’alto verso il basso e al contrario. Spostando poi il bastone dietro la testa, intorno alla schiena, rinforzeremo il punto spalle, completando la tensione dei muscoli sulla pancia.
Un ultimo dettaglio, non trascurabile, è verificare le intolleranze alimentari. Oggi esistono molti test che permettono di valutare se si è intolleranti ad uno o più alimenti, generalmente il lattosio e i lieviti. L’intolleranza comporta un aumento del gonfiore addominale, causato dalle reazioni chimiche che si scatenano in un organismo refrattario ad una o più sostanze in esso contenute, e che rende ipersensibili anche ai componenti della stessa famiglia, come nel caso delle solanacee. Gli alimenti interessati possono essere sospesi per un certo periodo e reintrodotti poco per volta con modalità di assunzione alternata, fino a far riabituare i tessuti alla loro presenza. Il primo punto del corpo che beneficia di questa dieta di rotazione è di sicuro il girovita.

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