Come curare l’ipertensione arteriosa

L’ipertensione arteriosa è caratterizzata da un aumento dei valori della pressione arteriosa massima e della pressione minima. Nell’ipertensione il cuore deve sopportare uno sforzo superiore alla normalità e, se è prolungata, questa condizione può portare ad un ingrossamento del cuore stesso; inoltre il sangue che scorre nei vasi con una pressione elevata li sottopone ad una eccessiva usura e può danneggiarli gravemente, coinvolgendo in questa situazione anche tessuti e organi irrorati dai vasi colpiti.
La presenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione è più frequente di quanto si pensi; spesso non è trattata, è sottovalutata e in genere trascurata sino a quando non comincia a dare fastidio.
Nella maggior parte dei casi tale malattia insorge in una forma lieve che, se non viene curata, tende ad aggravarsi nel corso degli anni. Una diagnosi precoce è quindi estremamente importante anche perché consente di tenerla sotto controllo senza dover ricorrere a farmaci. Il primo passo da compiere per curare l’ipertensione consiste nel modificare le proprie abitudini alimentari e il proprio stile di vita.
A questo riguardo è necessario:

– ridurre innanzitutto il quantitativo di sale (sodio) ingerito e gli alimenti che ne contengono di più, come ad esempio i salumi;
– mantenere o ripristinare una composizione corporea adeguata, controllando non solo il peso corporeo totale, ma anche la distribuzione del grasso e la stato di idratazione corporea;
– prediligere un’alimentazione ricca di frutta e verdura, a discapito degli alimenti con un valore energetico elevato quali grassi, dolci e bevande alcoliche;
– sostituire i grassi saturi (cioè grassi animali come burro, insaccati, carni grasse, latticini ecc.) a favore di quelli monoinsaturi e polinsaturi (grassi vegetali come olio di oliva, olio di semi, pesce ecc.);
– mantenere il colesterolo nei limiti indicati dai medici;
– moderare il consumo di alcolici ed eliminare i superalcolici (non piu di 1/2 litro di vino al giorno) e non esagerare nel consumo di caffè;
– eliminare il fumo (attivo e passivo);
– praticare un’attività fisica costante ed uno stile di vita attivo.

Quest’ultimo punto, a mio avviso, merita particolare riguardo. Numerosi studi hanno rilevato un effetto positivo delle attività di tipo aerobico sui livelli della pressione arteriosa. La riduzione pressoria viene determinata da una caduta delle cosiddette resistenze periferiche; inoltre vi è una diminuzione della frequenza cardiaca a riposo ed un aumento della gittata, cioè della quantità di sangue che il cuore pompa ad ogni contrazione. Questi adattamenti hanno dunque l’effetto di ridurre il lavoro cardiaco e di migliorare l’ossigenazione dei tessuti periferici.

Se, nonostante queste indicazioni, non abbiamo miglioramenti nella patologia morbosa ipertensiva, è consigliabile andare dal medico per iniziare una terapia farmacologica. In questo caso però, è indispensabile che una persona con la pressione alta comprenda l’importanza di assumere regolarmente i farmaci che gli sono stati prescritti e che non interrompa mai l’assunzione dei farmaci stessi di propria iniziativa, perchè potrebbero verificarsi improvvisi e pericolosi rialzi della pressione.

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