Come costruire un circuito elettrico

Come si costruisce un circuito elettrico? Prima di andare a spiegare come si realizza un circuito elettrico, è bene darne una definizione. Esso consiste nel luogo fisico ben definito nel quale hanno sede fenomeni di tipo elettromagnetico. Entrando più nello specifico, è possibile definire circuito elettrico l’’interconnessione di elementi elettrici, che sono collegati tra loro all’interno di un percorso chiuso in maniera tale che la corrente abbia la possibilità di scorrere con continuità. Per comodità, anche i modelli matematici di questo tipo vengono definiti circuiti elettrici. In ambito scientifico, in realtà, si usa indicare con circuiti elettrici solamente quei circuiti, e i modelli matematici relativi, che con discreta approssimazione corrispondono a parametri concentrati, nel caso in cui, cioè, sia possibile presupporre che ogni fenomeno si verifichi solamente nell’ambito dei componenti elettronici (componenti fisici) e delle interconnessioni tra questi componenti elettronici. Ad esempio, andranno esclusi gli apparati che comprendono antenne, i quali appartengono alla classe che viene chiamata a parametri distribuiti. I modelli matematici che corrispondono ai circuiti elettrici rappresentano l’ambito di ricerca di una delle discipline che rimandano all’ingegneria elettrica, vale a dire la teoria dei circuiti. I componenti elettrici non sono altro che i modelli matematici corrispondenti dei componenti fisici. Infine, ricordiamo che in ambito non tecnico qualche volta sono definiti circuiti elettrici solo i circuiti che hanno a che fare con la trasformazione e la trasmissione dell’energia elettrica. Fatta questa doverosa e sintetica premessa, andiamo a scoprire quali sono le fasi necessarie per dare origine a un circuito elettrico. È bene precisare che la complessità dei circuiti elettrici può aumentare all’’infinito semplicemente aggiungendo uno o più resistori, o in alternativa altri componenti elettrici. Non solo: all’interno del circuito è possibile introdurre anche generatori diversi, i quali possono rappresentare generatori che concedono tensione variabile nel tempo. Un esempio di generatori di tensione continua, invece, è, per esempio, una comune batteria. Detto ciò, entriamo nel dettaglio concretamente. Tutto ciò che ci servirà, saranno una lampadina e il relativo porta lampadina, una tavola di compensato, un pezzo di filo elettrico, delle puntine da disegno e una pila. Ricordiamo, prima di tutto, che tra i materiali che non conducono elettricità troviamo carta, plastica e stoffa. Sono conduttori di elettricità, invece, stagno, oro, monete, argento, alluminio, ferro e rame. Costruiamo un circuito collegando la batteria alla lampadina, facendo sì che essa si accenda. Tagliando il circuito, l’elettricità si interrompe. Come farla rifunzionare? Usando semplicemente un fermaglio di metallo, che sarà utilizzato per collegare i due fili. Noteremo che chiudendo il circuito la lampadina si accenderà, e aprendolo si spegnerà. Sostituendo il fermaglio con un interruttore, avremo dato vita a un circuito elettrico vero e proprio. Come si vede, si tratta di un esperimento molto semplice da realizzare, che può anche essere messo in pratica in casa davanti a un bambino, magari per spiegargli il funzionamento dell’elettricità in maniera semplice.

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