Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro

Fortunatamente non mi è mai capitato di farmi male durante l’attività lavorativa, né di soffrire di malattie professionali, causate cioè dal tipo di lavoro che si svolge. Tuttavia, lavorando da quasi 15 anni in organismi e/o associazioni che si occupano della tutela delle persone invalide, ho avuto modo di incontrare ed aiutare numerose persone vittime di infortuni sul lavoro e di interfacciarmi spesso con l’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazioni per gli Infortuni su Lavoro), l’ente che si occupa delle assicurazioni obbligatorie che coprono i lavoratori in caso di infortunio o malattia professionale.
In caso di infortunio la prima e fondamentale cosa che deve fare il lavoratore è comunicare (o far comunicare, nel caso sia impossibilitato a farlo personalmente) il fatto al proprio datore di lavoro, inviando una copia del certificato medico che il pronto soccorso rilascia. Se la prognosi determina l’astensione dal lavoro del dipendente per un periodo superiore ai tre giorni, il datore di lavoro deve inviare, entro due giorni da quando riceve il certificato medico, apposita comunicazione all’INAIL, utilizzando gli appositi modelli. Nel caso in cui l’infortunio sia mortale, o nel caso in cui il lavoratore sia in pericolo di vita, il datore di lavoro deve inviare la comunicazione all’INAIL entro le 24 ore a mezzo telegramma. Il datore di lavoro deve essere informato anche nel caso in cui l’infortunio sia di entità lieve, tale da non comportare astensione dal lavoro o un’astensione inferiore ai tre giorni. Se la prognosi è superiore ai tre giorni il lavoratore deve presentarsi a visita presso l’INAIL due o tre giorni prima della scadenza della prognosi: se è necessario procedere con l’astensione dal lavoro l’INAIL rilascerà un nuovo certificato medico da consegnare al datore di lavoro e fisserà un nuovo appuntamento; diversamente, provvederà a chiudere l’infortunio rilasciando un certificato da consegnare al datore di lavoro per poter riprendere il lavoro. Durante il periodo di infortunio, gli esami e l’eventuale riabilitazione sono a carico dell’INAIL ed esenti dal ticket solo se prescritti dall’INAIL stessa. Diversamente tutte le visite, medicinali e/o trattamenti sono a carico del lavoratore e seguono le tariffe sanitarie ed i ticket correnti.
Se l’infortunio provoca un’inabilità (cioè un danno fisico) permanente l’INAIL corrisponde un indennizzo economico “una tantum” se la percentuale di invalidità è compresa tra il 6% ed il 15% compreso; se la percentuale di invalidità è pari o superiore al 16% viene invece riconosciuta una rendita vitalizia corrisposta mensilmente e proporzionale all’entità del danno subito.

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