Cos’è il disturbo dello spettro autistico

I disturbi dello spettro autistico, siglati come TEA, sono dei disturbi catalogabili come neuropsichiatrici e che manifestano una serie di comportamenti clinici che derivano da una complessa forma di disturbi dell’alterazione del sistema nervoso centrale. Nel 1988 Lorna Wing parlò di spettro delle alterazioni proprio per definire la vastissima moltitudine di diverse alterazioni che esso stesso manifestava al proprio interno.
I TEA vanno ad incidere su quelle che sono le aree principali dello sviluppo dell’individuo e si manifestano attraverso una serie di alterazioni nei comportamenti legati all’interazione sociale, nel comportamento e nella comunicazione.
Vediamo quali sono le caratteristiche nello specifico:
Alterazione dell’interazione- comportamenti che manifestano un quasi totale disinteresse nel relazionarsi con le altre persone, mancanza di qualunque tipo di iniziativa nell’interazione sociale e grande difficoltà nel mantenere le relazioni.
Alterazioni nelle comunicazioni verbali e gestuali- la maggior parte delle persone affette dal disturbo dello spettro autistico non parla, addirittura si parla del 50%, per questo motivo è fondamentale fornire loro un aiuto per comunicare e farsi comprendere attraverso metodi differenti quali ad esempio foto, gesti, segni semplici e altre varianti simili,
Limitazione negli interessi e nei comportamenti- le persone affette dal disturbo dello spettro autistico presentano una forte difficoltà nello spiegare le situazioni, gli eventi e di conseguenza raramente riescono ad identificare il comportamento da adottare, poichè non riescono a capire la finalità di ogni singola azione. Proprio per questo motivo, i soggetti TEA, molto spesso, reagiscono in modo inaspettato, esagerando le diverse emozioni, in special modo davanti a situazioni per loro nuove che tendono a vivere con angoscia e paura quasi; allo stesso modo, davanti a situazioni che non permettono loro di “inventare” una reazione per loro plausibile, si trovano incapacitati a comportarsi in modo adeguato e si trovano spiazzati, incapaci a reagire.
Molto spesso queste incapacità sono legate anche a disabilità intellettuali più o meno gravi. Nonostante tutto non è possibile limitare il disturbo dello spettro acustico proprio alla disabilità mentale, perchè questo ne limiterebbe la spiegazione psicologica, anche se, ovviamente, ne aumenti i sintomi.
In questi ultimi anni sono state portate avanti tutta una serie di attività mirate proprio ad aiutare i soggetti TEA a compensare i loro problemi di comunicazione, attività legate in particolar modo alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione. E’ in qualche modo possibile definire i soggetti affetti da disturbo dello spettro autistico come “pensatori virtuali”, ossia come non in grado di trasporre il proprio pensiero sotto forma di un concetto comprensibile dagli altri, pertanto per loro la rappresentazione visiva delle informazioni è molto più codificabile di quella verbale e uditiva e di conseguenza ne facilità l’apprendimento e la comunicatività.

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