Come correre in inverno

Comincio con lo specificare l’’ambiente della corsa. In mente ne ho due: in palestra e all’’aperto. Per quanto concerne la palestra, questa non è il mio ambiente preferito. In particolare, non gradisco la temperatura troppo alta al suo interno e la molteplicità degli svaghi che mi distraggono dalla corsa. Nonostante ciò, vi sono degli strumenti come il runner, che permettono una corsa al chiuso, ricca di dettagli, personalizzazioni e statistiche. Non sono un grande frequentatore di palestre, ma ricordo chiaramente la possibilità di personalizzare con il tipo di percorso, la sua inclinazione e la sua durata. È preferibile partire comunque, che sia in palestra o all’aperto, con una fase di riscaldamento, che nel mio modo di vedere le cose corrisponde ad una camminata a passo leggero che gradualmente aumenta di ritmo. Il vantaggio del runner è quello di iniziare, cambiare e smettere quando si vuole, dal momento che è una macchina elettronica programmabile. Il suo svantaggio è quello di non avere il fascino di una corsa all’aperto, caratterizzata da un’aria (volendo) piena di ossigeno e di bei paesaggi naturalistici da vedere. È chiaro quindi fin da subito che preferisco correre all’aperto. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, corro mezz’ora di tempo al giorno e per tutti i giorni della settimana o quasi (talvolta salto la domenica). Lo faccio lungo un percorso che parte da casa mia, percorre un porzione di strada del mio paese e si getta in un piccolo parco comunale, dove è presente una pista imbrecciata della lunghezza di mezzo chilometro circa, che si presta molto per tenere sotto controllo la durata e lo sforzo della corsa. In genere, faccio almeno 3 chilometri di corsa, ma questo parametro varia in funzione del tempo e della resistenza fisica a disposizione. A parte quanto già detto, è importante la scelta di una calzatura sportiva. Personalmente, la preferisco né troppo rigida, ma nemmeno troppo morbida. Chiaramente, per la palestra e durante la stagione primaverile – estiva all’aperto opterei per una scarpa più leggera. Viceversa, all’aperto durante la stagione autunnale – invernale uso una calzatura più pesante, soprattutto più alta. La scelta dei calzini? Io li preferisco leggeri, per evitare un’eccessiva sudorazione dei piedi. L’abbigliamento? Beh, decisamente leggero in palestra e in funzione della stagione e soprattutto della temperatura all’aperto. È sempre consigliabile, a mio avviso, vestirsi a strati. Con il sole forte indosso sempre un cappello e una bandana in primavera – estate e un fascia che copre le orecchie e un copricapo in autunno – inverno. Ad ogni modo, porto sempre con me anche degli occhiali da sole, che uso anche per evitare colpi d’aria. Per la corsa all’aperto (ma volendo anche in palestra), ho anche un fedele alleato e stimolante, che è un lettore mp3 pieno di canzoni principalmente di musica dance. I vantaggi della corsa all’aperto? L’aria buona (e ossigenata, se in mezzo al verde), la bellezza dei paesaggi, la socializzazione con (parte del) le persone che si incontrano lungo la via e il piacere di stare all’aperto. Gli svantaggi? Le condizioni meteo, a partire dalla temperatura e dall’umidità, che influiscono e limitano le prestazioni del fisico. In conclusione, la corsa è un’attività che consiglio spassionatamente a tutti.

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