Come comunicare con alcolisti e tossicodipendenti

Tossicodipendenza ed alcolismo sono due problemi che affliggono un numero sempre crescente di persone. Giovani ma non solo. Persone che tendono sempre più ad isolarsi da tutto ciò che li circonda, che si avvicinano solo ad ambienti in cui ci siano persone che condividono la loro stessa voglia (o bisogno) di bere e di farsi, evitando il mondo circostante, compresi i rapporti interpersonali con chi volesse dare loro un aiuto e non li assecondasse. Io ho un’esperienza, fatta parecchi anni fa, presso il Sert di un comune vicino al mio e devo dire che la comunicazione con persone afflitte da questi problemi non è semplice. Non lo è per chi non è dotato di alcuni strumenti formativi importanti: ognuno di noi, chiunque si trovasse alle prese con un dialogo importante – e non un superficiale saluto o poco più – con una persona in difficoltà per via dell’alcol o della droga, si troverebbe spiazzato davanti ad un atteggiamento spesso strafottente ma a volte anche apparentemente sottomesso, da vittima.
Lavorando fianco a fianco con degli psicologi mi sono resa conto che per relazionarsi con persone afflitte da tali problemi è necessario affidarsi a qualcuno che possa essere d’aiuto come i servizi d’ascolto presso le Asl o servizi pubblici come sportelli d’ascolto in cui personale specializzato può aiutare non solo tossicodipendenti ed alcolizzati a relazionarsi con il mondo esterno e, nei limiti del possibile, ad affrontare e magari superare il loro problema ma possono aiutare anche familiari o amici di queste persone a relazionarsi con loro.
E’ indispensabile aiutare queste persone a recuperare valori importanti come la stima di se stessi, l’integrità personale e principi di etica ma non è un compito che possa essere svolto senza un’adeguata preparazione di fondo. Io consiglio di farsi aiutare. Se si ha un tossicodipendente in famiglia o una persona schiava dell’alcol si può contare su dei servizi territoriali efficienti, con personale preparato, che può aiutare ad intavolare un dialogo con le persone afflitte da tali problemi.
A volte, nel tentare un contatto con queste persone, si notano dei cambiamenti importanti in coloro che magari si conosce da sempre, un fratello, un figlio, un amico. E l’atteggiamento di queste persone può arrivare ad essere violento in alcuni frangenti, nei picchi più acuti degli effetti che alco le droga provocano. Fondamentale è farsi aiutare anche per non demoralizzarsi ed avere tutti gli strumenti giusti per essere davvero di aiuto alla persona che si intende aiutare.
Per fortuna non ho esperienze dirette se non quella – tra l’altro con persone conosciute sul posto – fatta al Sert di cui parlavo sopra. Non ho persone a me vicine con questi problemi ma sono certa che se dovessi relazionarmi con qualcuno che ne avesse non mi sentirei preparata per farlo, partirei dalla consapevolezza di non avere le conoscenze e gli strumenti giusti per essere utile e, soprattutto, per non peggiorare la situazione. Personalmente mi farei aiutare ed è un consiglio che mi sento di dare a tutti anche se mi rendo conto che farsi aiutare per stare vicini ad un familiare o ad un amico vorrebbe dire uscire allo scoperto e far emergere un problema. Il primo passo per affrontare problemi di questo tipo è riconoscerli ed ammetterli per poi mettere in campo conoscenze specifiche, anche semplicemente sul fronte dell’ascolto.

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