Come utilizzare Telegram, il Whatsapp criptato

Whatsapp è, ormai, nell’orbita di Facebook e i suoi utenti iniziano a guardarsi attorno alla ricerca di alternative che curino meglio la privacy di quanto sia solito fare la piattaforma sociale di Menlo Park. L’ultima arrivata, in ordine di tempo, risponde al nome di “Telegram” e, in questa guida, forniremo un tutorial per usare proprio il tool di messaggistiche che sta stracciando ogni record quotidiano in fatto di iscrizioni.

 

Istruzioni

  1. Per scaricare l’applicazione, rechiamoci sulla Home degli sviluppatori (https://telegram.org/) e scegliamo la versione a noi congeniale: è presente per Android, per iPhone, Windows Mobile ma anche per piattaforme fisse come Pc e Mac (e non viene trascurato neppure il supporto a Linux). Interessante è il fatto che, se scarichiamo l’app su più device, avremo la possibilità di sincronizzare le due o più installazioni per avere le nostre ultime conversazioni su tutti i device.

  2. La scelta del device sul quale fare l’installazione non influisce, comunque, sul funzionamento di Telegram: all’inizio, infatti, verrà chiesta l’autenticazione del nostro numero di telefono (con relativo prefisso nazionale, il +39). Ricevuto l’sms di convalida ed inserito il medesimo nella relativa mascherina dell’app, l’installazione potrà dirsi conclusa. Tippiamo sull’icona di Telegram ed avviamolo.

  3. La schermata principale sarà ovviamente vuota: in alto a destra potremo cercare un utente con il quale iniziare una chat. Anche in questo caso troveremo tra i nostri contatti di messaggistica coloro che, nella nostra rubrica, siano già in possesso di quest’applicazione (attualmente pochi nel nostro Paese). Selezioniamone uno, oppure optiamo per il contatto di test.

  4. La schermata per la conversazione è molto simile a quella di Whatsapp: le icone di corredo alle chat sono praticamente uguali e questo non dovrebbe spaesare gli utenti del rivale più noto. In alto a destra troveremo la graffetta tipica degli allegati email: cliccandola, troveremo la prima grande novità di Telegram. Si, anche in questo caso possiamo aggiungere foto, video e posizione gsp ma, in più, possiamo allegare anche un documento qualsiasi (doc, zip, etc) senza badare in alcun modo alle dimensioni del medesimo.

  5. In pratica, come Whatsapp ha pensionato gli sms, Telegram vorrebbe fare lo stesso con l’altro strumento tradizionale della comunicazione telematica: le email. Unici nei di questa sezione sono il fatto che, attualmente, si possano accludere solo una foto per volta e che non sia possibile inviare dei messaggi sonori. La traduzione italiana, inoltre, non è stata ancora realizzata: per fortuna i comandi sono intuitivi.

  6. In cosa si distingue, quindi, Telegram da Whatsapp e per quali motivi dovremmo preferirla come tool di messaggistica predefinito? Innanzitutto la struttura del network: Telegram utilizza una serie di nodi sparsi nel globo attraverso i quali far passare le conversazioni: può saltare o essere messo fuori uso un nodo ma la comunicazione troverà sempre un percorso alternativo per giungere a destinazione.

  7. Altro punto, la privacy: tutte le comunicazioni sono cifrate ed a prova di intercettazione e, inoltre, non lasciano tracce sui server di passaggio. Ricordate Snapchat, l’app nota per i messaggi auto-cancellanti? Telegram integra la stessa funzione: è possibile scegliere un interlocutore e, dalla schermata del suo profilo, inviargli dei messaggi “temporizzati” (“Start a secret chat”) con un range al termine del quale non sarà possibile in alcun modo recuperarli. Insomma, in tempo di crisi (l’app rimarrà per sempre gratuita) e di intercettazioni NSA, decisamente delle qualità non da poco.

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  1. Pingback: Come utilizzare il messenger discreto made in Snapchat | Guide online

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