Come stabilire il valore dell’affitto di un immobile

Calcolare il valore di un affitto potrebbe sembrare un’operazione complicata. In realtà è meno difficile di quanto possa apparire: ciò che serve sono le giuste informazioni e alcuni consigli sui parametri da tenere d’occhio per la valutazione degli immobili.

 

 

 

 

Istruzioni

  1. Cedere in affitto un appartamento o un'abitazione può essere paragonato a tutti gli effetti ad un investimento in Borsa, poiché entrambe le operazioni producono una rendita. Prendere in considerazione il prezzo di vendita di un immobile è il punto migliore dal quale partire per poter calcolare in modo abbastanza rapido il suo valore d'affitto. Il dato relativo all'Italia, calcolato al netto delle tassazioni, fissa il canone di locazione tra il 3% e il 5% del valore complessivo dell'immobile; una stima media fornita da "Il Sole 24 Ore" lo stabilisce con ancora più precisione al 3,8%. Questo calcolo non è però sufficiente, poiché ci sono pure altri aspetti, tutt'altro che secondari, di cui bisogna tener conto.

  2. Tra i parametri da considerare per effettuare una valutazione corretta ci sono le caratteristiche dell'immobile che si intende destinare all'affitto: le dimensioni, tanto per cominciare, poi la posizione in cui è situato e l'eventuale arredamento presente al suo interno. Sarebbe utile poter fare un paragone con immobili dalle caratteristiche simile affittati di recente da altri proprietari, in modo tale da capire se il canone mensile che si ha in mente di chiedere sia in linea oppure no con le peculiarità dell'immobile stesso.

  3. Fatta una prima valutazione, vanno analizzati anche altri parametri, che si possono definire esterni al mercato immobiliare. Non si può stabilire il valore di un affitto prescindendo dalla situazione economica come, ad esempio, quella che stiamo attraversando in questo momento: il rincaro del costo della vita, difatti, influisce in modo notevole sugli affitti, e non potrebbe essere altrimenti. Tra i parametri interni rientrano senza dubbio le spese di gestione e manutenzione dell'immobile, che possono essere ordinarie o straordinarie. Oppure interventi di altro tipo, come assicurazione o ammodernamento, senza i quali l'immobile sarebbe fuori mercato e quindi impossibile da affittare. Il proprietario dovrà essere in grado di rientrare di tali spese attraverso l'affitto.

  4. La posizione all'interno di una città in cui un immobile si trova è importante e può fare la differenza nell'accrescere o ridurre il suo valore d'affitto. Abitazioni situate in centro, oppure nei dintorni di luoghi che vantano un interesse di tipo storico o culturale, avranno un valore maggiore rispetto ad abitazioni in zone più defilate e periferiche, per le quali non si potranno richiedere affitti troppo elevati. In conclusione, il discorso da fare è identico per ciò che riguarda le città: in grandi centri come Torino, Milano o Roma i canoni mensili saranno inevitabilmente più alti rispetto a quelli di città più piccole o di quelli relativi agli hinterland.

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