Come si stipula un contratto di locazione transitoria

Esistono varie tipologie di locazione, ed ognuna di esse è diversa e viene regolata da norme differenti. Per questo, quando si è sul punto di prendere in affitto un appartamento, è opportuno sapere a cosa si va incontro e quali sono i propri diritti e doveri di inquilini.

Cos’è e come avviene la registrazione di un contratto di affitto transitorio

Per quanto riguarda la locazione transitoria, è importante sapere che si tratta di un contratto a breve termine, che solitamente ha una durata che va da un mese ad un anno e mezzo. Questo tipo di locazione è utilizzata, di norma, per i contratti di studenti, lavoratori precari, o per dipendenti che hanno bisogno di spostarsi spesso di città in città. Perciò rappresenta una situazione temporanea che, attraverso un contratto di locazione transitoria, viene regolata nel rispetto della legge e delle persone che decidono di prendere accordi in questo ambito.
Il contratto in questione ha l’obbligo di essere registrato solamente nel caso in cui abbia la durata di oltre un mese, ma va comunque stipulato in ogni eventualità, inserendo al suo interno le motivazioni per le quali si tratta di una locazione transitoria. In queste situazioni, il proprietario dell’appartamento ha il diritto di aumentare il prezzo dell’affitto per un massimo del 20% nei confronti delle quote stabilite dalle legislazioni di zona. Quando si tratta di studenti universitari, la locazione transitoria prevede una durata differente (da 6 a 36 mesi) ed il proprietario ha la possibilità di richiedere delle agevolazioni fiscali a riguardo.

I requisiti del contratto

Analizzando un contratto di locazione transitoria, si può dire che deve avere degli importanti requisiti e contenere delle determinate informazioni. Per prima cosa serviranno i dati di entrambe le parti, e ovviamente una descrizione dell’immobile con il relativo indirizzo. Nella parte descrittiva dovrà essere inserita una lista dei mobili ed elettrodomestici che si trovano al’interno dell’abitazione (se presenti), bisognerà indicare l’uso dell’appartamento (in questo caso “abitativo“), ed inserire l’ammontare del canone di locazione e le varie spese extra previste (come ad esempio le quote condominiali).
All’interno del contratto dovranno essere descritte le modalità di pagamento, anche per quanto riguarda la cauzione (che verrà restituita al termine del periodo di locazione) della quale dovrà essere indicato l’importo. Gli altri elementi che non dovranno mancare saranno la durata del contratto, le copie dei documenti di riconoscimento delle parti, e anche della visura catastale e della certificazione energetica dell’immobile. Nell’accordo scritto verranno indicate anche le varie possibilità e modalità di recesso anticipato, i diritti e i doveri di proprietario ed inquilino, ed altre varie dichiarazioni che quest’ultimo dovrà leggere e compilare. Il tutto, per avere un valore, dovrà essere ovviamente firmato e datato.

Per quanto riguarda una locazione transitoria è opportuno sapere che elementi come la disdetta possono essere decisi da entrambe le parti al momento dell’accordo. Un’altra cosa da sapere è che il contratto, se necessario, va rinnovato prima della fine del termine, e può essere trasformato in un 4+4 (durata di 8 anni complessivi). Naturalmente, così come avviene per ogni contratto a norma di legge, ogni inadempimento prevede delle sanzioni e problematiche, sia per il proprietario che per l’inquilino.
In conclusione, prima di stipulare un contratto, è sempre opportuno ripassare le leggi che regolano la tipologia di locazione di cui si avrebbe bisogno onde evitare controversie e/o fraintendimenti.

Come si stipula un contratto di locazione transitoria

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