Come si realizza la messa a terra dell’impianto elettrico

L’’elettricità, un servizio prezioso per tutti, nell’era del consumismo nessuno sarebbe in grado di rinunciarvi, siamo talmente abituatati a farne uso che non sapremmo assolutamente farne a meno .La nostra vita senza elettrodomestici vari sarebbe un incubo, niente frigorifero, lavatrice e ogni sorta di elettrodomestico più o meno utile che la tecnologia ci propone, per non parlare dell’illuminazione domestica e urbana, arriviamo a casa premiamo un tasto e….miracolo…luce. Ma a monte di tutto ciò c’è tanto lavoro di tante persone che neppure conosciamo o immaginiamo, persone specializzate, tecnici ,ingegneri, operai, squadre di gente che si adopera per darci un servizio ormai indispensabile. A noi in casa sembra che le prese non bastino mai, attacchiamo di tutto e di più, senza renderci conto dello spreco che provochiamo o dei pericoli che corriamo se l’impianto non è fatto bene. A chi almeno una volta non è capitato di prendere la scossa, magari avvitando una lampadina, il nostro corpo ne viene attraversato e scarica per terra se tutto va bene, a meno di non essere a piedi nudi o bagnati, in quel caso rischiamo anche la morte. Per tale motivo ogni impianto elettrico deve essere fatto a norma di legge, pena la mancanza di approvazione dall’ente competente. Nei vecchi edifici è un lavoro enorme fare la messa a terra, ma in quelli di nuova costruzione è abbastanza semplice, ma vediamo come si compone il tutto. Diciamo che la messa a terra si compone di tre elementi essenziali(per semplificare), per primi una serie di fili chiamati dispersori che vanno posizionati nel terreno, essi sono dei picchetti metallici che coprono il perimetro della costruzione, vengono collegati ai tubi metallici del gas o della caldaia e poi si dipartono per l’abitazione dove finiscono per essere collegati al salvavita, ma prima passano per il contatore centrale, poi un congegno che viene posizionato insieme al contatore ed è fornito dall’ente che da l’energia e in fine il salvavita che si trova in ogni abitazione ed ha il compito di staccarsi dalla rete elettrica ogni qualvolta commettiamo degli errori, a tutti è capitato di usare più elettrodomestici contemporaneamente e in quel caso quando la domanda è maggiore delle chilovataggio che abbiamo per contratto scatta il salvavita, oppure ci è capitato di inserire una spina difettosa che manda in corto circuito l’impianto e lì scatta il salvavita, fortunatamente nelle nuove costruzioni ogni ambiente è collegato al salvavita in maniera autonoma quindi il danno resta circoscritto ad una sola stanza. Da ciò i nuovi fili elettrici ad alto potere isolante sia per gli impianti che per tutti gli elettrodomestici che devono avere il marchio ce che significa che sono stati testati e approvati dalla comunità Europea.

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