Come si diventa arbitro di rugby

Se ad altre lontane  latitudini (ma anche semplicemente in Inghilterra, Francia o Irlanda se la gioca)  il rugby, da sempre, è uno sport capace di eclissare la popolarità del calcio, nel Belpaese è negli ultimi anni che la palla ovale ha saputo conquistare un numero sempre maggiore di appassionati e praticanti.

Nonostante il contatto fisico con l’avversario sia immancabile, è proprio per i valori che incarna, per la sua capacità di divenire palestra di vita per chi lo pratica, che il rugby ha iniziato, anche da noi, a vedere sempre più genitori desiderosi di far indossare ai propri figli paradenti e caschetto.
La mancanza delle tensioni e di tutte le furberie, spesso presenti a calcio sin dalle categorie inferiori gli insulti che, talvolta, volano già assurdamente quando ad affrontarsi sul rettangolo di gioco sono solo bambini, hanno convinto molti ad avvicinarsi ad una disciplina che fa della lealtà la propria caratteristica principale, con il terzo tempo che, dopo botte e strattoni in campo, sancisce un rispetto che deve essere sempre presente, nella consapevolezza che di un gioco si tratta.
Naturalmente molti anche coloro che vogliono cimentarsi nel ruolo di arbitro, vediamo come divenirlo.

 

Come diventare arbitro di rugby

Naturalmente, come avviene per il calcio, anche nel rugby il diventare arbitro implica seguire un corso e  l’ottenimento di un patentino.
Inutile dire che, però, alla base deve esserci la passione per questo sport ( meglio se lo si è praticato in precedenza) e, naturalmente, il possedere una forma fisica adeguata.
Difficile voler mettere ordine in campo, laddove, dopo una corsa di poche decine di metri, si finisca per ansimare, mani alle ginocchia, in mezzo al campo.
Questo significa allenarsi durante la settimana, seguire la vita di un atleta e partecipare alle riunioni settimanali sezionali, nelle quali esaminare, insieme ai propri colleghi, le diverse dinamiche di gioco.

Partecipazione, ovviamente, riservata a coloro che abbiano frequentato con successo uno dei tanti corsi di formazione per allievo arbitro tenuti periodicamente dai vari Comitati Regionali o andare direttamente sul sito della Federazione. Un primo passo, ad esempio, potrebbe essere semplicemente quello di rivolgersi agli stessi, in modo da essere allertati non appena un corso verrà organizzato. Si tratta, normalmente, di corsi gratuiti, della durata di un paio di giorni, e solitamente pianificati con cadenza semestrale.

Ottenuta l’abilitazione, a seguito del superamento del relativo esame, potrete già cimentarvi con incontri a livello regionale, con la fortuna di avvalervi di un tutor che avrà il compito di supervisionare i vostri arbitraggi, potendovi fornire consigli utili e correggendo i vostri eventuali errori.
Inoltre oltre al divertimento, anche un rimborso spese per ogni fischietto, per arrivare sino ai direttori di gara professionisti che, nei mesi di punta, possono arrivare a portare a casa quasi 5 mila euro al mese.

 

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