Come scegliere l’ebook reader ideale

Secondo le attuali stime di mercato, il settore high-tech col trend di crescita maggiore è quello del mobile in cui primeggia, come device, il tablet. Grazie all’arrivo dei nuovi schermi, superiori all’attuale Alta Definizione, la fruizione dei contenuti multimediali su questi device sarà a dir poco spettacolare. Il problema dei tablet, però, è che i loro schermi stancano la vista (come tutti i display LCD) e impegnano davvero molto la batteria (come ben sanno gli inventori dello YotaPhone). Per questo motivo, se il device viene usato solo ed esclusivamente per leggere, la scelta migliore è quella di optare per la tipologia degli ebook-reader. In questa guida vedremo come tenere in considerazione diversi fattori nell’acquistare un reader che ci soddisfi appieno.

 

Istruzioni

  1. Per prima cosa occorre valutare le dimensioni del reader come peso, lunghezza, larghezza e spessore: da esse dipende la comodità del tenere in mano questo device quando leggiamo. Se il reader è pesante, affaticherà la mano, se è troppo sottile darà l’impressione di conficcarsi nel palmo della stessa.

  2. La dimensione del dispositivo si connette strettamente alla questione “dimensione dei display”. Sono presenti alcuni reader “pocket”, anche da 5 pollici: decisamente scomodi sia per la quantità di testo visualizzato, sia per la dimensione con la quale quest’ultimo viene mostrato. Un 6 pollici è la dimensione standard adottata da quasi tutti i reader mentre i 9.7 pollici del Kindle DX (presente solo sul mercato USA) offrono molto testo ma anche un ingombro maggiore: vanno tenuti con due mani e non è possibile metterli in tasca come, invece, si riesce a fare con un Kindle 4 basic.

  3. Sempre in tema di display è importante la tecnologia con la quale quest’ultimo viene realizzato: scartiamo TFT o LCD perché, pur a colori, stancano la vista nel corso di una lettura prolungata. Lo standard da considerare è l’E-ink Pearl benché fermo al 2010 o il più versatile ed evoluto SiPix (presente, però, su pochi esemplari). L’e-ink Triton, adoperato per gli schermi a colori, è introvabile e, comunque, poco utile visto che nella quasi totalità dei libri digitali non vi sono immagini (al massimo qualche illustrazione in b/n). La retroilluminazione, modello “Kindle Paperwhite”, infine, aiuta nella lettura al buio e quando si condivide la camera da letto ma allontana leggermente dal realismo di un device che vuole imitare il più possibile la somiglianza con un libro cartaceo.

  4. Di contorno alle qualità del display è la feature dell’usabilità: il reader viene usato per la lettura e questo richiede che quest’uso sia agevolato al massimo. Lo scorrimento delle pagine dev’essere rapido e i sistemi per realizzarlo intuitivi: il touch applicato al display è molto semplice ma presuppone schermi più delicati che sarà difficile poggiare su ogni tipo di superficie se non all’interno di cover protettive. Dei pulsanti avanti/indietro collocati sui lati sono quasi sempre la scelta migliore.

  5. Altro parametro “hardware” è quello della capienza del reader. In genere 2 Gb sono un buon compromesso, anche in assenza di un’eventuale espandibilità tramite microSD: 1 Mb è il peso medio di un libro e, quindi, 2 Gb sono circa 2000 libri. Quasi una piccola libreria ambulante.

  6. Ovviamente, visto che si userà spesso il reader in giro, diventa fondamentale valutare anche l’autonomia della batteria: questo parametro viene definito in “numero di pagine” sfogliate e quantificato solitamente in 1 mese, 1 mese e mezzo. E’ il tempo che potrebbe necessitare per la lettura dei “Pilastri della Terra” di Ken Follet ed è difficile che, dopo di allora, non si metta il device in carica in un qualche modo.

  7. La presenza della connessione wireless non è un criterio importante: il reader non verrà usato per navigare sul web (questa funzione è quasi sempre in fase “sperimentale”) e, quindi, una connessione 3G è più che sufficiente per scaricare i libri dagli Store di supporto senza la necessità di passare per il computer.

  8. Più importanti si rivelano gli ultimi 2 criteri: il formato dei libri e, appunto, lo Store. Gran parte degli ebook, specie quelli gratuiti di LiberLiber e del Progetto Gutenberg, sono in formato “epub” e “pdf” e, quindi, anche i reader devono supportare questi formati. Alcuni reader prediligono formati proprietari, come il Kindle che opta per l’AZW, per indurre il consumatore a comprare da un solo Store ma, in questo modo, ottengono solo che l’utente finale usi programmi di conversione come Calibre per “liberare” i testi comprati.

  9. Lo Store, poi, è il negozio online dal quale comprare i libri: Kobo (Mondadori), Kindle (Amazon), Leggo (Ibs), Biblet (CuboLibri) si appoggiano a degli store ufficiali con relativa assistenza (anche sw) ai device e, pertanto, rappresentano le scelte più indicate in tema di lettura digitale.

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