Come risparmiare inchiostro col “Font” giusto

Per quanto il cloud e gli strumenti di condivisione stiano rendendo sempre meno frequente l’esigenza di stampare i documenti, questi ultimi continuano ad essere richiesti con una certa frequenza in forma stampata: accade, sovente, nei confronti della pubblica amministrazione.
Dovendo stampare, tuttavia, vi è il modo di risparmiare sulle spese dell’inchiostro scegliendo il carattere giusto.
Quale? Seguitemi in questa guida e lo scopriremo assieme.

 

Istruzioni

  1. In passato si credeva che il carattere meno avido di inchiostro fosse il "Century Gothic". Studi più recenti, tuttavia, hanno verificato che, pur consumando meno inchiostro, questo carattere consuma più carta in virtù della sua maggiore estensione.

  2. Allora cosa potremmo usare? Un giovane studente della Pennsylvania ha dichiarato, a seguito del confronto statistico tra i consumi di diversi font (http://bit.ly/1f6W20Z), che a garantire maggiori risparmi sarebbe il font noto come "Garamont" (-75% delle spese in inchiostro, con un risparmio - per gli USA - di 370 milioni di dollari annuali).

  3. Tenendo per buone queste stime, un'ulteriore soluzione al risparmio d'inchiostro può venire anche dall'uso del carattere "EcoFont" (http://bit.ly/1mBwvS7) che si distingue dai comuni font standard per il fatto di essere...bucherellato (http://bit.ly/1pq3MhV). Grazie a quest'espediente, viene assicurato un risparmio medio del 50% sull'inchiostro utilizzato.

  4. Per avere una stima parziale di quanto si potrebbe risparmiare in moneta sonante, è possibile usare il calcolatore statistico del sito "EcoFont" (http://bit.ly/1jJcdpx) e precisare il tipo di stampa, di frequenza con cui si stampa ed altri parametri attinenti.

  5. Buon risparmio! La natura ed il portafoglio ve ne saranno grati!

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