Come riconoscere gli additivi pericolosi nascosti dentro i cibi

I cibi che consumiamo abitualmente sono, spesso, purtroppo,  ricchi di sostanze coloranti, additivi di ogni tipo, conservanti chimici ed esaltatori della sapidità. Questi elemento sono tutti autorizzati ma il loro regolare consumo a lungo andare può essere molto dannoso per la salute. Per evitare di ingerire grandi quantitativi di tali sostanze è indispensabile leggere attentamente le etichette dei prodotti alimentari prima di acquistarli. Ecco a voi la lista di questi elementi aggiunti più comunemente adoperati dalle industrie.

 

Istruzioni

  1. Nitrati e nitriti. Vengono adoperati nei salumi e in tutti i tipi di carni conservate. Aiutano a prolungare la data di scadenza di questi alimenti inibendo in parte la prolificazione batterica. Vengono indicati con la lettera E seguita da un numero e possono oscillare tra E240 e E259. Questi additivi vengono elaborati dal nostro organismo e trasformati in nitrosammine ovvero delle molecole che allo stato attuale delle ricerche risultano essere dei potenti cancerogeni.

  2. Giallo di chinolina. È un colorante adoperato per dare agli alimenti una colorazione gialla. Si può trovare nelle bibite, nei budini in polvere o già pronti nel banco frigo. Questa sostanza viene indicata con la sigla E104 e può causare disturbi al livello della vista, iperattività e insonnia nei bambini. Recenti studi dimostrano che ha una forte incidenza su alcuni particolari tipi di tumori e se associato ad aspartame il suo potere cancerogeno aumenta in maniera esponenziale.

  3. Polifosfati. Queste sostanze sono molto comuni e si possono trovare in un’ampia gamma di prodotti che spaziano dai formaggi fusi al prosciutto cotto, dalle salse ai budini. Vengono utilizzati per addensare e al contempo rendere più morbido un prodotto. La loro composizione chimica inibisce l’assorbimento del calcio quindi sono particolarmente dannosi per gli anziani e per i bambini. i polifosfati sono indicati in etichetta con la sigla tra E450 e E59.

  4. Glutammati. Sono dei veri e propri esaltatori di sapidità che si possono trovare in molti alimenti di uso comune come sughi già pronti, formaggi o dadi. Vengono indicati con le sigle E620 e E621. Se assunti in grandi quantitativi possono danneggiare il sistema nervoso in maniera seria. L’Unione Europea ne ha vietato l’impiego nei prodotti destinati all’infanzia.

  5. Caramello. Questa sostanza non ha niente a che vedere con la piacevole salsa preparata in casa per insaporire i budini ma è un colorante che serve a dare il colore marrone ai cibi o alle bevande. Si trova comunemente nei gelati, nelle caramelle e in altri prodotti alimentari. Esistono diverse tipologie di caramello e quelle più pericolose per la salute vengono indicate con la sigla E150c e E150d: entrambe contengono ammoniaca. Sono sostanze cancerogene che possono interferire anche con il sistema immunitario.

  6. Acido benzoico e benzoato. Sono sostanze conservanti adoperate soprattutto nelle bibite gassate e all’interno dei succhi di frutta ma anche nelle confetture. Hanno il potere di contrastare l’azione dei lieviti e abbassare il tenore batterico in tutti gli alimenti a ph molto acido. Vengono indicati in etichetta con le sigle E210, E211 ed E213 e se assunti in dosi massicce causano eruzioni di tipo cutaneo e attacchi d’asma soprattutto nei bambini a causa del loro peso limitato. All’interno dell’organismo possono combinarsi con la vitamina C e trasformarsi nel temibile benzene: un potente cancerogeno.

  7. Butilidrossianisolo. È una sostanza antiossidante di sintesi ricavata dalla raffinazione del petrolio che viene adoperate nelle patatine fritte, in tutti i tipi di grassi idrogenati, nei chewingum e nella margarina. Ha il potere di innalzare i livelli di colesterolo dannoso nell’organismo e impedisce la sintesi di alcune vitamine come ad esempio la D. sui suoi effetti cancerogeni si stanno conducendo ancora studi ma la Food and Drug Administration per il momento ne vieta l’utilizzo nei cibi destinati al consumo dei bambini. può essere riconosciuto con la sigla BHA/E320.

  8. Dimetilpolosolossano. Si tratta dell’E900 e viene impiegato per ridurre la formazione di schiuma nelle bevande istantanee e negli oli vegetali. Questa sostanza si accumula all’interno dei reni, nel tessuto nervoso e nel fegato e può causare allergie piuttosto serie. L’Unione Europea da tempo ne ha dichiarato palesemente la sua tossicità ma può essere utilizzato dall’industria alimentare nell’ordine massimo di 10mg/kg.

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