Come prendere il porto d’armi

Per ottenere la licenza di porto di arma per difesa personale è necessario disporre di una ragione motivata e valida che giustifichi la necessità di ottenerlo. Bisogna, inoltre, essere maggiorenni. È il prefetto che rilascia l’autorizzazione, la quale consente di portare l’arma al di fuori della propria abitazione, e che dura un anno. Per presentare la richiesta occorre compilare un modulo disponibile presso la stazione dei Carabinieri, nei commissariati di pubblica sicurezza e in questura. Proprio in questi uffici il modulo deve essere consegnato, o direttamente a mano, avendo cura di farsi rilasciare una regolare ricevuta dall’ufficio, o tramite posta raccomandata con avviso di ricevimento, o tramite Internet, preferibilmente utilizzando la posta elettronica certificata che è in grado di garantire che la consegna è avvenuta. Non solo il modulo deve essere consegnato, in quanto è opportuno allegare alla richiesta anche due foto recenti, in formato tessera, a mezzo busto e a volto scoperto, e la certificazione che prova l’idoneità fisica e psicologica, regolarmente rilasciata dagli uffici medici e legali della polizia di Stato e dalle strutture sanitarie militari, o in alternativa dagli uffici dell’Asl di residenza. Inoltre, è necessario aggiungere due marche da bollo, del valore di 14.62 euro, che devono essere applicate sulla licenza e sulla richiesta. È bene ricordare, comunque, che dal mese di settembre del 2007 vengono usati solamente contrassegni telematici. Non bisogna dimenticarsi, inoltre, di allegare la ricevuta che comprova il pagamento della tasse di concessioni governative, per un totale di 115 euro (eccezion fatta per le persone che possono avvalersi dell’esenzione e quindi sono escluse dal pagamento). Ancora, la richiesta deve essere accompagnata da un dichiarazione in cui l’interessato afferma di non trovarsi in una delle condizioni ostative che la legge prevede, le generalità delle persone conviventi e l’assicurazione che non si è stati dichiarati come obiettori di coscienza sulla base della legge 230 dell’8 luglio del 1998. Infine, è importante ricordare di aggiungere la dichiarazione che attesta la necessità di andare avanti, e in mancanza della dichiarazione di cui abbiamo parlato poco sopra, l’autocertificazione o la documentazione riguardante il servizio di levo prestato nelle forze di polizia o nelle forze armate o in alternativa un certificato di idoneità a maneggiare le armi che deve essere concesso da una sezione di tiro a segno nazionale. Il tutto deve essere accompagnato dalla ricevuta di versamento di 1.21 euro per il costo del libretto, che dura per cinque anni, che deve essere pagato al momento del primo rilascio e successivamente dopo cinque anni. Il pagamento può essere effettuato facendo apposita richiesta all’ufficio territoriale competente, domandando gli estremi del conto corrente della tesoreria dello Stato della provincia in cui si risiede. Infine, concludiamo segnalando che il rinnovo deve essere effettuato ogni anno, e la procedura da seguire è la medesima effettuata per il primo rilascio, eccezion fatta per la dichiarazione di idoneità al maneggio delle armi e di quella che dimostra di non essere stati in tempi passati obiettori di coscienza.

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